...fermarsi ogni tanto sulle rive di questo mare che è la vita a narrare quello che vedo tra le onde...

07 ottobre 2014

Pubblicità in cassetta: continua ad arrivare...

... ed io continuo a cercare di capire quanta me ne arriva. Infatti, come faccio già da qualche anno, anche in quest'anno ho continuato a cercare di capire quanta pubblicità ci arriva nella cassetta della posta, tra volantini di negozi locali e dépliant di supermercati e grandi magazzini, ma non solo. Oltre a questi dépliant arrivano pubblicità di ristoranti, negozi, attività artigianali, ecc... E le cassette postali sembrano sempre più piene di questi fogli, mentre di lettere vere e proprie, a parte qualche bolletta, ce ne sono sempre meno (e anche le Poste sembrano più lente a recapitarle, ma questa è un’altra faccenda).
Ho continuato a raccogliere tutti i volantini che mi sono arrivati, pesando per ogni mese tutta la carta accumulata (in seguito smaltito correttamente nel cassonetto della carta per essere riciclata, come dovrebbero fare tutti). Ecco i dati di peso di quanto accumulato in quest’anno:

03 ottobre 2014

Com-X: Orfani, il primo ciclo

La copertina del n°12 (© Sergio Bonelli editore)
Dopo un anno di pubblicazioni, si è chiuso il primo ciclo di Orfani, la serie fantascientifica della Bonelli Editore di cui avevo recensito il primo numero con qualche perplessità. La serie, dopo i dodici numeri di cui è composto il primo ciclo, si può dire che si sia assestata ed abbia raggiunto un grado di maturità tale da poter essere giudicata, complice anche il fatto che ha portato a termine un ciclo narrativo ed ha posto le basi per il successivo.
Finito questo ciclo mi sono riletto tutti gli albi, in maniera da poter dare un giudizio complessivo su questa prima parte. Ma com’è in generale questa serie? Vediamolo insieme.

28 settembre 2014

Giapponeserie: Lego di cioccolato

Sì, lo so che la giapponeseria di cui vi parlo questa volta è solo un concept fatto da un designer e non si trova (per ora) in commercio, ma l’occasione era troppo ghiotta (letteralmente!) per farmela scappare. Se doveste dire qualè il giocattolo più diffuso al mondo, quale indichereste? A rispondere il Lego, di sicuro non ci andreste molto lontano. E se doveste indicare la cosa più golosa? Ma certo, il cioccolato!
Basandosi su queste considerazioni il designer giapponese Akihiro Mizuuchi ha creato i mattoncini di cioccolato! Disponibili in quattro differenti gusti: cioccolato bianco, al latte, fondente e rosa (alla fragola), questi pezzetti sono completamente funzionali, tanto che lo stesso artista ci ha costruito una serie di robottini.
Resta da verificare la praticità di questo tipo di gioco, che forse tende a sciogliersi mentre si maneggia, e sicuramente è da fare solo in casa e non al parco o nella macchina di papa'. Probabilmente ci sarà sempre il dubbio se chi li usa riuscirà a terminare la costruzione che sta facendo oppure si mangerà prima i mattoncini che gli servono, ma certamente gli utenti non avranno il problema di rimettere a posto i pezzi avanzati alla fine del gioco...
E voi, riuscireste a completare una costruzione oppure li mangereste prima?



Altre giapponeserie viste:
 

19 settembre 2014

Premi IgNobel... anche nel 2014

Anche quest'anno, come succede ormai dal 1991, sono stati assegnati i premi IgNobel. Questo premio è nato come parodia del premio Nobel, e dalla sua fondazione viene assegnato dall'associazione "Improbable Research" a ricerche scientifiche seriamente realizzate, ma che hanno scarso interesse pratico ma un po' ridicole. Il premio ha la finalità di attirare l'attenzione delle persone sulla scienza, mettendo si in evidenza l'assurdità di alcune ricerche, ma così facendo fa riflettere su quanto la scienza sta progredendo, come recita il motto dell'associazione: "Ricerche che fanno ridere le persone e poi pensare". La lista di tutti i premi sinora assegnati la potete trovare qui, mentre se volte vedere più in dettaglio quelli degli scorsi anni li avevo già commentati in questo, questo e questo post.
Il premio quest'anno era la somma di un trilione di dollari dello Zimbabwe (circa 25 centesimi di Euro), più un vassoio con attaccate sopra piatto e posate. Quest'anno i ricercatori italiani hanno visto il premio in ben due categorie: non c'è che dire, siamo bravi!. 
Ecco qui di seguito i vincitori dei vari premi, come sempre (data la difficoltà di metterle in ordine di importanza) le categorie dei premi sono in rigoroso ordine alfabetico:

26 agosto 2014

E la chiamano estate...


...questa estate sempre più strana:
  • un'estate dove i VuCumprà sulla spiaggia invece dei pareo vendono gli ombrelli da pioggia...
  • un'estate dove la morte di un attore (anche se un grande come Robin Williams, che mi mancherà enormemente) fa passare sotto silenzio la scomparsa di una persona, don Gelmini, che ha fatto tanto per gli altri e per i giovani in particolare...
  • un'estate senza una canzone-tormentone; un gioco-tormentone, un programma televisivo-tormentone (beh, con la programmazione che c'è ultimamente in estate questo forse non è così strano)...
  • un'estate dove sempre molta più gente invece di andare in vacanza resta a casa...
  • un'estate dove i gavettoni li fanno direttamente le nuvole...
  • un'estate dove si parla più della guerra che della pace...
...insomma davvero un'estate che ci appare sempre più strana. Ma del resto, non è così anche la vita?

14 agosto 2014

Com-X: Dragonero speciale

Lo speciale di Dragonero (©Sergio Bonelli Editore)
In questi piccoli appunti che tengo su alcuni dei fumetti che leggo non ho ancora parlato di una di quelle che maggiormente mi stanno piacendo negli ultimi tempi: Dragonero. Rimedio cogliendo l’occasione della pubblicazione del primo speciale della testata.
Nato come progetto per un one-shot dalla Sergio Bonelli Editore pubblicato nel 2007 per la serie dei Romanzi a Fumetti, che all’epoca riscosse un discreto successo, è stato sviluppato come una serie ed ha iniziato le pubblicazioni nei primi mesi del 2013. Gli ideatori Luca Enoch e Stefano Vietti hanno costruito un’ambientazione fantasy classica, che prende spunto per molti versi più che dai romanzi classici del genere dai vidogiochi e soprattutto dai giochi di ruolo alla “Dungeon & Dragon” o “Warhammer”. Non a caso è stato anche annunciato un GDR ambientato in questo universo.
La serie narra le avventure di Ian Arànill, uno scout che viaggia nell’impero di Erondàr per tracciare le mappe dei territori ed investigare sugli avvenimenti che vi accadono, insieme al suo compagno scout l’orco Gmor, a volte insieme anche con altri compagni di avventura, l’elfetta Sera, la tecnocrate (una persona che utilizza la tecnologia un po' cyberpunk presente in questo mondo) Myrva, sorella di Ian, ed il mago Alben. Ian è un Valiedàrto, cioè un “vincitore di draghi” nell’antica lingua, che acquista alcuni strani poteri proprio per aver affrontato ed ucciso un drago malvagio nel numero del 2007 della serie di romanzi a fumetti della Bonelli che da inizio alla loro vicende. Già da questa descrizione dei personaggi e degli eventi si nota quanto la serie rimandi ai GDR, con le varie razze, le varie ‘professioni’ dei personaggi ed il fatto che andando avanti aumentino di conoscenze e potenza.
Questo speciale narra un episodio del passato di Ian e Gmor, la loro prima missione per l’ingresso negli scout imperiali. In realtà l'azione si svolge subito prima dell'ammissione nel corpo degli scout, ma vi è direttamente legata. Lo speciale risulta molto curato, con una storia intrigante che si ricollega ad avvenimenti della serie e lascia aperto un possibile sviluppo successivo ed un disegno ottimo, completamente a colori. Purtroppo la carta usata per la stampa non permette una buona resa dei colori, e sarebbe stata opportuno per lo speciale un tipo di pubblicazione leggermente più di qualità, dato anche il prezzo dell'uscita.
Un ottimo acquisto, consigliato a chi piace il fantasy ma non solo, ed un ottimo punto di partenza per chi voglia conoscere la serie ed avvicinarsi ad essa. Leggetelo e scrivete le vostre impressioni.

Altri post sui Com-ics...
 

30 luglio 2014

Giapponeserie: occhiali con avviso di chiamata

Stano diventando di moda, e non solo tra i geek, i cosiddetti “wearable devices”, cioè quegli oggetti tecnologici che si portano addosso alla stregua di orologi, bracciali,... Tra i più conosciuti ci sono sicuramente i Google Glass, gli occhiali ultratecnologici proposti da Google che, in congiunzione con uno smartphone, fanno un po’ di tutto, da scattare foto ad aggiornare il proprio account di social network a guidarci con le mappe stradali.
Potevano i giapponesi non sviluppare anche loro di simile alla loro maniera? Si, avrebbero potuto, ma l’hanno fatto lo stesso. Fun’iki, un’azienda giapponese, ha presentato un nuovo tipo di smartglasses: i
Fun’iki Glasses. Anche questi occhiali si collegano al proprio smartphone, ma, a differenza dei loro più noti cugini americani, non fanno altro che lampeggiare tramite dei led quando arriva una chiamata. Questi lampeggi si possono personalizzare attraverso un'applicazione installabile sul telefono. Tra le personalizzazioni possibili troviamo la scelta di 3 colori differenti e diversi tipi di modalità di lampeggio, tra cui la Party, immagino con lampeggio stroboscopico, e quella Relax (anche se viene da chiedersi quanto mai sia rilassante vedere delle luci sulle lenti degli occhiali).
Ditemi una cosa. vi sembrano utili o solo l'ennesimo techno-gadget? E voi, li indossereste?


Altre giapponeserie viste:

26 giugno 2014

Bandiere esposte

Foto di everton137
Non so se ci avete fatto caso, ma, complici i mondiali di calcio, sono spuntate a molte finestre ed a molti balconi le bandiere dell’Italia. Messe li da tanti tifosi della nazionale per festeggiare la squadra del cuore (anche se con i risultati che ha fatto non c’è stato molto da fare festa), sono il simbolo della voglia di sentirsi uniti con la propria squadra.
Eppure è raro vedere esposta la nostra bandiera fuori dalle nostre case se non ci sono eventi sportivi importanti, come i mondiali di calcio od a volte le olimpiadi. Non si riesce mai, infatti, a vedere esposta dalle case la bandiera nelle feste nazionali, come il 2 giugno od il 25 aprile, dove invece ci sarebbe davvero motivo di mostrare il senso di appartenenza alla nostra nazione. Girando in atri stati ho spesso notato che c’è un maggior attaccamento ai simboli nazionali: bandiere esposte (alle case o su aste), facciate decorate con l’immagine della bandiera, .... 
Foto da Wikimedia
Si ha l’impressione che da tante parti sia normale dichiararsi come cittadini di quel paese, mentre qui da noi quasi ci si vergogni dell’appartenenza alla nazione, salvo in occasioni particolari legate allo sport.
Sarebbe bello che chi ha tirato fuori la bandiera per tifare continuasse a tenerla fuori anche dopo la fine dei mondiali, oppure che si ricordasse di averla in altre occasioni, magari le feste in cui si ricorda l’identità nazionale. Che ne dite?