...fermarsi ogni tanto sulle rive di questo mare che è la vita a narrare quello che vedo tra le onde...

15 agosto 2016

Olympic fever

Immagine di Stux
Come ogni quattro anni ecco che sono tornate le olimpiadi (quelle estive, ovviamente), la festa dello sport vero, non solo quello sponsorizzato televisivamente. Si, lo so che anche qui ci sono interessi commerciali fortissimi dietro, ma vedere degli sport belli che normalmente sono assenti dalla programmazione televisive perché ritenuti (spesso a torto) poco attraenti per l’audience è una soddisfazione.
Non so se capita anche a voi, ma in questo periodo ho notato che la gente perde la testa per lo sport: persone che non guardano mai niente oltre il calcio o poco più si entusiasmano per il Tiro con l’Arco, casalinghe che ignorano tutto dell’agonismo sportivo (a parte fare il tifo per i figli alle loro gare) si appassionano ai Tuffi Sincronizzati, ragazzi che l’unico sport praticato è quello videoludico sono fissi a guardare l’Atletica e non solo... Anche in casa mia, dove a parte la Formula1 che seguo io ed il Basket di cui è appassionato il figlio piccolo non si guarda praticamente mai lo sport, la TV in questi giorni è accesa fissa sui canali che trasmettono le Olimpiadi, in un tripudio di gare, risultati, medaglie e medaglieri, con un tifo per gli Azzurri o, se non ci sono in gara, per le squadre e gli atleti che ci stanno più simpatici.
Se poi vai in giro non senti quasi parlare d'altro, c'è gente che segue le gare alla TV sulla spiaggia o nei rifugi in montagna. Lo Sport (questo con la S maiuscola, non quella farsa del calcio che ormai di sport non ha più niente) conquista e si fa apprezzare, purtroppo sembra solo i queste occasioni.
Ecco, ma io mi chiedo: dato i risultati in termini di ascolto di queste gare, ma perché anche quando non ci sono le Olimpiadi non si fanno vedere questi sport? Vero che adesso ci sono i canali tematici sportivi, ma di solito sono fissi sui soliti sport. Invece anche una varietà come quella di questi giorni attirerebbe sicuramente... 

30 giugno 2016

Podcast che passione: Spoiler

Il logo del podcast (©Querty)
Il network di podcast di Querty, di cui ho già parlato nelle recensioni di altri podcast che ne fanno parte, realizza di continuo nuovi programmi sempre molto interessanti, spaziando sui più vari argomenti. Uno degli ultimi nati ha un nome che è tutto un programma: si intitola infatti “Spoiler”, di cosa potrà mai trattare?
Ma attenzione: come recita il sottotitolo “Un'inchiesta sull'autolesionismo narrativo”, il podcast tratta si degli spoiler, ma non per farli, ma per capire quale sia il rapporto tra le persone e gli spoiler. Riuscirà a fare chiarezza sull'argomento?

31 maggio 2016

Giapponeserie: telefonino-robot

Uno degli aspetti che caratterizza idealmente il Giappone, almeno ai nostri occhi occidentali, è l’idealizzazione che hanno per i robot. Basti pensare a tutti i manga ed anime con protagonisti i “robottoni” che furoreggiavano negli anni ’80-’90, oppure al cane-robot Aibo che la Sony ha commercializzato per molto tempo. Sarà per questo che qualcuno ha pensato di unire questa passione a quella, più recente, per gli smartphone, creando il primo telefonino-robot!
La Sharp, nota cosa produttrice di apparecchi per l’elettronica di consumo, ha infatti annunciato RoBoHoN, uno smartphone con l’aspetto di un piccolo robot, che promette di assisterci nelle nostre attività quotidiane. Ma come funziona?

29 aprile 2016

Trent'anni (di internet) e non sentirli

Oggi si festeggia un anniversario particolare: trenta anni fa, infatti, veniva effettuata la prima connessione ad internet dall'Italia. Dal CNUCE, il Centro Nazionale Universitario di Calcolo Elettronico, veniva infatti effettuato il primo collegamento tramite il protocollo TCP/IP (quello che sta alla base di internet) con la rete dei computer universitari statunitensi, tramite un collegamento via satellite. Era nata quella che oggi chiamiamo Internet anche in Italia, ma pochi allora se ne accorsero.
Io allora c'ero. Ero un giovane studente di ingegneria elettronica, appassionato di computer, che tramite i terminali dell'università (rigorosamente a caratteri, niente grafica) si esercitava a programmare e cominciava ad esplorare quella che era la nascente rete. Allora si chiamava Arpanet, ed aveva dei servizi che apparivano futuristici, come scambiare messaggi e file direttamente tra i vari utenti di differenti calcolatori. Il resto, come si dice, è storia.
Se devo dire che mi sembrano passati trenta anni, direi proprio di no. Però, guardando i miei figli, che non hanno mai conosciuto un mondo senza internet (e molto altro che noi non avevamo) mi rendo conto di come le cose siano cambiate, e di quanto stiano sempre più cambiando. Probabilmente in meglio, ma non sempre. Oggi abbiamo la possibilità, proprio grazie ad internet, di poter comunicare virtualmente con tutto il mondo, di poter dire la nostra e di capire come la pensano gli altri, senza intermediari che filtrino, e forse manipolino, le informazioni. So che non dappertutto c'è ancora questa opportunità, ma piano piano arriverà dappertutto, e sarà una grossa conquista dell'umanità. Papa Francesco dice che Internet è un dono di Dio, e se si vede in questa prospettiva non è possibile dargli torto. Ma sta a noi metterlo e frutto e non sprecarlo, usandolo solo per foto di gattini e video idioti.
Quella che non è cambiata è la ma curiosità di vedere come si svilupperanno le cose nei prossimi anni. Ma per capirlo e per commentarlo ci risentiamo tra trent'anni...

27 marzo 2016

Santa Pasqua 2016: Auguri

Andra Mantegna, Resurrezione
(immagine da Wikipedia)
 
Anche quest'anno voglio fare i miei migliori auguri di una 
Santa Pasqua 
a tutti i lettori del blog, e non solo a loro, ma idealmente a tutti.


Che il Signore risorga sempre nei nostri cuori e ci faccia risorgere con Lui.

15 marzo 2016

Com-X: Topolino vs. Asterix

La copertina di Topolino (©Panini)
Una delle particolarità dei fumetti della Disney sono sicuramente le parodie che realizzano spesso. Ne sono state fatte di tutti i tipi, dai romanzi ai film alle serie TV, come ho già scritto. Ma quella pubblicata sul numero di questa settimana di Topolino è sicuramente una delle prime parodie di un altro fumetto. Si tratta infatti della riproposizione in chiave umoristica di un altro famoso fumetto umoristico di scuola francese, conosciuto penso non solo dagli appassionati di fumetti anche grazie ai film che ne sono stati tratti, Asterix il Gallico. Questa serie di fumetti francesi umoristici realizzati originariamente da Goscinny e Uderzo, che in Italia è pubblicata dalla Panini che è editrice anche quelli disneyani, narra le avventure di una coppia di antichi galli, intesi come abitanti della Gallia, e del loro villaggio che resiste all'invasione romana grazie ad una pozione magica che da una forza sovrumana.
Riuscirà questa parodia a riprendere lo spirito comico e dissacrante della serie originale oppure sarà una scialba scopiazzatura?

10 marzo 2016

Nove anni fa, Suor Ilaria

Anche quest’anno è arrivato l'anniversario del giorno in cui, nove anni fa, moriva Suor Ilaria.
Di lei ho già parlato in occasione dall'anniversario della morte negli scorsi anni.
In sua memoria l'associazione "noI per L'AfRIcA e il mondo", la quale porta avanti l'opera che Suor Ilaria ha iniziato, ha iniziato un nuovo ed esaltante progetto, stavolta non in un paese lontano ma qui da noi. E’ iniziata infatti l’avventura di Casa Ilaria, una struttura ricettiva nella campagna toscana che si occupa di aiutare le persone con disabilità anche gravi. Non solo per loro, ma anche per chi se ne occupa e per le loro famiglie, in maniera da poter permettere anche a queste ultime di poter vivere pienamente la loro vita.
L'ospitalità è rivolta ai disabili, alle famiglie e a gruppi che desiderano trascorrere qualche giorno di vacanza in Toscana: ci sono camere, due mini appartamenti e un servizio di ristorazione e catering. Tutti gli spazi della casa sono ovviamente accessibili ai disabili e pensati per loro.
I servizi e le attività, che sono offerte durante tutto l’anno, riguardano la persona nella sua interezza (corpo, mente, relazioni e spirito), tenute da un’équipe di professionisti del settore sociale, educativo e riabilitativo. Sono proposte attività adatte a ogni tipo di persona: laboratori d’arte, serate culturali, sport, pet therapy (in particolare ippoterapia), agricoltura e ristorazione sociale, progetti di inserimento lavorativo e occupazionale. Insieme a tutto questo è affiancata un’offerta di sostegno psicologico per la persona con disabilità e per la sua famiglia.
Una bellissima iniziativa, che si sta sviluppando in questi anni e che merita veramente tutto l'aiuto possibile. Andate a vedere sul sito e vedete se potete collaborare: in questa fase di costruzione le spese sono tante e, anche se quando sarà pienamente attiva la struttura si autofinanzierà, adesso c'è bisogno dell'aiuto di tutti, anche del tuo.

8 marzo 2016

Podcast che passione: Com’è quel gioco?

Il logo del podcast (©Querty)
Molti dei podcast che sto ascoltando in questo periodo appartengono al network di podcast di Querty, di cui ho già parlato altre volte. Adesso, non contenti di tutti quelli che stanno trasmettendo, hanno dato il via ad un nuovo podcast; questa volta si parla di giochi da tavolo, anche detti boardgames, un argomento di cui parla anche Il dado incantato, altro podcast che ho recensito di recente.
La trasmissione in questione si intitola “Com’è quel gioco?”, titolo adattissimo a spiegare di quale argomento tratta questo podcast: in ogni puntata si esamina un gioco da tavolo, per riuscire ad esprimere un giudizio sul gioco stesso e chiarire se vale o no la pena di giocarci. Ma allora viene da chiedersi ”Com’è quel podcast?”