...fermarsi ogni tanto sulle rive di questo mare che è la vita a narrare quello che vedo tra le onde...

27 febbraio 2012

Play the game

Ieri, con la famiglia, sono stato a PisaCon, una convention di giochi... misti. Si va dai giochi da tavolo,  quelli di ruolo, a quelli di carte e così via. Al di la del divertimento dei figli, e del mio interesse per i vari giochi (cosa che ho sempre avuto), quello mi che colpisce in queste manifestazioni è sempre la quantità di folla che vi partecipa con interesse. Anche in una manifestazione relativamente piccola come questa le persone presenti erano tante, riempiendo lo spazio e con una confusione non indifferente (anche se tutti si comportavano con calma).
Ma cosa spinge tanta gente a giocare? Se escludiamo l'infanzia, dove il gioco è una fase di apprendimento per prepararsi alla vita, l'uomo non dovrebbe giocare, poiché sembra un'attività inutile. Invece lo fa, ed è per lui così importante da essere stato definito come l'animale che gioca. Se ci pensate, il gioco nella nostra società è radicato, basta considerare solo quanto conta lo sport per tante persone. Su questo sono stati scritti tanti saggi e svolte innumerevoli ricerche. Chi dice per la soddisfazione personale, per la voglia di competere e primeggiare, per il divertimento che se ne ricava. Io, da parte mia, ho una mia ipotesi: l'uomo gioca perché è curioso. Il gioco porta ad esplorare possibilità sempre diverse, e vari giochi ti pongono davanti ipotesi nuove, aprendo scenari che prima non avevi, e in cui si possono sperimentare comportamenti differenti senza rischi, se non quello di perdere una partita. E il divertimento, se il gioco è fatto bene, è assicurato.
Quindi, che siate con i figli, con gli amici o da soli, Buon gioco a tutti!