...fermarsi ogni tanto sulle rive di questo mare che è la vita a narrare quello che vedo tra le onde...

26 ottobre 2014

Com-X: Adam Wild

La coprtina del primo numero (© Sergio Bonelli Editore)
Da qualche anno a questa parte la Bonelli Editore sta lanciando nuove collane (permanenti o pensate a cicli di una dozzina di episodi alla volta) con una cadenza praticamente regolare di due all'anno, con risultati alterni:si va dagli ottimi Dragonero e Lukas al deludente Orfani. Quindi, fedele a questo calendario di uscite, per la seconda metà di quest'anno ha dato alle stampe una nuova serie di stampo avventuroso: Adam Wild.
Ma come si presenta questa nuova serie e come si rapporta con l'immaginario bonelliano? Vediamolo insieme.
La serie è l'ultima creazione dello sceneggiatore Gianfranco Manfredi, già autore per Bonelli della serie di Magico Vento e soprattutto delle ottime miniserie Volto Nascosto e Shanghai Devil. Di tipo avventurosa, è ambientata nel cuore dell'Africa alla fine del 1800, con una cornice storica e geografica molto accurata e dettagliata, caratteristica distintiva anche delle miniserie scritte da Manfredi prima citate. E come quelle miniserie, la componente avventurosa, di taglio molto classico come per le storiche serie della Bonelli, è la principale caratterizzazione delle storie. Devo però precisare che i personaggi, anche dal primo numero, non sono del tutto i classici stereotipi che spesso si ritrovano in questo tipo di fumetti: se da una parte la spalla principale del protagonista, il conte Molfetta, sembra il classico personaggio un po' fuori posto destinato a determinare la componente umoristica delle storie, gli altri personaggi si staccano in parte dal consueto copione per arricchirsi di caratteri meno prevedibili. Questo a cominciare dal protagonista, l'avventuriero di origini scozzesi Adam Wild il cui nome da il titolo alla serie. Modellato graficamente sulle fattezze degli eroi dei film d'avventura anteguerra, il carattere del personaggio sembra però una via di mezzo tra l'eroe senza macchia e senza paura ed un antieroe di stampo contemporaneo. Dotato di un codice d'onore molto particolare, non sopporta l'oppressione degli altri essere, compreso lo schiavismo ed il bracconaggio che nell'epoca in cui è ambientata la serie sono quasi la normalità.
Adam Wild (© Sergio Bonelli Editore)
La sceneggiatura di Manfredi, pur lasciando molto spazio alle scene d'azione, non scade mai nello stereotipo e nella banalità, affrontando già nel primo numero tematiche anche complesse come il rapporto con la tratta di esseri umani o la convivenza persone di diverse religioni.
Una cosa non molto chiara è la durata prevista della serie. Dalle presentazioni non si capisce se anche questa è organizzata a cicli di episodi organici come le ultime presentate oppure è aperta, con una durata prevista indefinita. Anche se viene presentata come composta da episodi autoconclusivi con poca continuity, si ha l'impressione che ultimamente la casa editrice cerci sempre questa forma di organizzazione delle serie per dare una forma compiuta ad una serie se dovesse chiudere dopo poco (per scarse vendite).
Questa si presenta come una serie da seguire nei prossimi numeri, sia per gli appassionati di fumetti d'avventura, che troveranno pane per i loro denti, sia da chi cerca qualcosa di meno classico. E voi, se l'avete letto, cosa ne pensate? Scrivetemelo nei commenti.