...fermarsi ogni tanto sulle rive di questo mare che è la vita a narrare quello che vedo tra le onde...

17 febbraio 2015

La perdita del carnevale

Oggi è Martedì Grasso, come è chiamato l'ultimo giorno di Carnevale. Un tempo era una festa sentita, con le scuole (specialmente l'università) che facevano festa e veglioni danzanti (rigorosamente solo fino a mezzanotte, ora in cui cominciava il Mercoledì delle Ceneri e quindi la Quaresima). Oggi invece, almeno qui da noi, è diventata una festa minore, quasi riservata ai bimbi, che ancora si mascherano, e con qualche corso di carri allegorici.
Foto di kheinz46
Perché oggi non lo festeggiamo quasi più? Il Carnevale, festa dalle origini pagane contrapposta al periodo penitenziale della Quaresima, era un tempo forse l'unico periodo di festa libera e spensierata che le persone avevano, dove mascherarsi serviva anche a poter esprimere le proprie idee e a criticare in satira il potere senza conseguenze. Oggi invece non abbiamo più questi problemi: di festa e di divertimenti siamo pieni un po' tutto l'anno, mascheramenti forse a parte (e se ci pensate una festa importata come Halloween sta diventando una specie di carnevale horror), possiamo liberamente esprimere idee e critiche (e qui spesso da parte di molti non guasterebbe un po' di forma più rispettosa degli altri) e la Quaresima per tanti ha perso il significato penitenziale e di preparazione alla SS. Pasqua che ha.
Forse sono un po' nostalgico, ma rimpiango il divertimento che provano i bimbi a mascherarsi ed a lanciare i coriandoli: sono loro troppo ingenui o siamo noi che andando avanti abbiamo lasciato indietro qualcosa d'importante?