...fermarsi ogni tanto sulle rive di questo mare che è la vita a narrare quello che vedo tra le onde...

30 agosto 2013

Sentieri di montagna in città

Duri sentieri su cui arrampicarsi...
Reduce da qualche giorno di vacanza e di riposo in montagna, mi sono ricaricato le batterie con lunghe passeggiate con la famiglia lungo i sentieri appenninici. Camminando nei boschi, ho notato che i rapporti che si hanno con gli altri in questi posti sono differenti da quelli che intratteniamo di solito, più aperti e cordiali. Quando si incrociano altre persone durante le camminate ci si scambia un saluto, anche con persone che non si conoscono e che non abbiamo mai visti prima. Un’abitudine forse nata per assicurarsi reciprocamente che quanti incontriamo siano a posto e non abbiano bisogno di aiuto (in montagna, specialmente quando non c’erano i cellulari, poteva essere difficile chiamare i soccorsi), ma che è diventata un segno distintivo dell’avvicinamento con la natura e con gli altri che si ha i quei luoghi.
Quello che mi è venuto spontaneo chiedermi è stato: ma perché non ci comportiamo così anche nella vita di tutti i giorni? E vero che di solito ci comportiamo con cortesia (o almeno ci piace pensarlo), ma sicuramente quando andiamo a giro per strada non ci mettiamo a salutare tutte le persone che incontriamo. E’ vero che forse sarebbe impossibile, specialmente nella folla di una grande citta, ma un piccolo sforzo a salutare le persone che ci sono accanto mentre aspettiamo al semaforo, quando saliamo in ascensore oppure se siamo in code ad una cassa od ad uno sportello non ci costa niente, e sicuramente sarebbe apprezzato. In fondo, se ci pensiamo, anche queste persone che incontriamo sono, come dice la Bibbia, il nostro prossimo, ed una piccola cortesia verso di loro mi sembra il minimo.
Invito quindi i (pochi) lettori ad fare una prova: salutiamo gli altri quando li incontriamo, sia per strada, che in un ufficio od in altri luoghi. I risultati potrebbero essere molto interessanti...