...fermarsi ogni tanto sulle rive di questo mare che è la vita a narrare quello che vedo tra le onde...

21 giugno 2010

Auguri a Giulio, bimbo senza padre

Non so se avete letto la notizia uscita in questi giorni di due mamme che hanno avuto un figlio. Le due donne, Sara e Margherita, omosessuali che da alcuni anni convivono, hanno deciso di avere un figlio e per riuscire ad averlo, dato che la legge italiana non consente l'inseminazione artificiale eterologa, cioè tra persone che non sono sposate o che fanno una coppia di fatto, sono andate in Danimarca, dove la legge lo consente. Da quest'operazione è nato Giulio.
Le riflessioni che mi vengono fuori da questa notizia, dopo aver cercato in rete maggiori dettagli ed approfondimenti, sono molte, e cercherò di riassumerle di seguito. Per prima cosa penso alle condizioni in cui crescerà quel bimbo. Non conosco le sue "mamme", e quindi non so le ragioni che le hanno spinte a questa decisione, ma so che la sua vita si prospetta difficile. Senza una figura maschile di riferimento, un babbo, gli mancherà sicuramente qualcosa nella vita. Oltre a questo temo che ci saranno molte persone che lo giudicheranno per quello che hanno fatto le sue genitrici, e di cui lui non ha colpa. Come leggevo su "Il Giornale", in un articolo a mio avviso condivisibile in pieno, a questo bimbo sono stati negati alcuni diritti fondamentali, come quello di avere un padre od una famiglia, che le sue genitrici gli hanno tolto con la loro scelta. E quella di crescere in una famiglia è una necessita per tutti i bambini, cosa che Giulio non avrà mai. Ne si può affermare che quella formata dalle due donne sia una famiglia, poiché non lo è ne dal punto di vista legale (come afferma la Costituzione Italiana) ne dal punto di vista reale, mancando di elementi fondamentali per la sua costituzione, come un padre ed una base di stabilità legale della stessa. Interessante da questo punto di vista un sondaggio di Radio24, che su questa vicenda chiedeva agli ascoltatori "Bambini con due genitori dello stesso sesso. La considerate una famiglia?", ottenendo quasi il 75% di NO.
Poi ci sono le "mamme". Su di loro sono estremamente perplesso. dicono che lo hanno voluto fortemente e che non gli faranno mai mancare il loro amore. Speriamo che succeda, ma non so se questo figlio, da loro voluto, è segno di amore o solo di un desiderio di maternità, cosa naturale nell'essere umano, ma che è naturalmente negata a chi pratica l'omosessualità. Dalle dichiarazioni che leggo in rete o sulla stampa mi sembra che esca fuori questa seconda ipotesi. E che la scelta di procreare sia frutto di voglia di affermarsi come coppia (e come famiglia, anche se famiglia non sono) più che una scelta di amore verso un figlio.
Un altro punto, che mi sembra non sia venuto fuori nelle analisi e nei commenti che ho letto sta nel fatto che questo tipo di fecondazioni in Italia è proibito dalla legge. La legislazione sulle fecondazione assistita infatti non consente la fecondazione eterologa, nemmeno per persone legalmente sposate. Per evitare ciò, queste due donne sono andate in Danimarca, dove la legge lo consente, e li hanno fatto l'intervento. Personalmente
non trovo affatto giusto che per violare la legge impunemente si vada all’estero, indipendentemente da quale legge si violi. Da un punto di vista di principio non ci trovo differenze tra chi va all’estero per fare un’inseminazione, chi ci va per drogarsi o chi per fare turismo sessuale (al di la delle dovute differenze di gravità del reato). Se qui da noi c’è una legge che vieta qualcosa, nello specifico anche passata al vaglio di un referendum che ha sancito la volontà popolare su questa legge, non bisogna cercare di violarla trovando scappatoie come questa. Sicuramente le due donne non saranno perseguite per questo (non so nemmeno se sia legalmente possibile), ma quello di andare all'estero per fare ciò che ci pare lo trovo moralmente riprovevole.
Concludo queste mie riflessioni augurando a Giulio (che mi ricorda l'innocente di un film di Visconti) ogni bene ed ogni felicità, sperando che la vita gli sia propizia e che crescendo trovi la pienezza di ciò che adesso non ha: una famiglia vera.

Aggiornamento (05/03/2011): un'altra vicenda particolare sull'inseminazione artificiale a una coppia gay che mi ha colpito la commento quì.