...fermarsi ogni tanto sulle rive di questo mare che è la vita a narrare quello che vedo tra le onde...

31 luglio 2013

Podcast che passione: 2024

Una radio che ha delle belle trasmissioni basate sul parlato è sicuramente Radio 24. Ho già segnalato qualche tempo fa un altro podcast di questa radio, “La rosa purpurea”, una trasmissione dedicata al cinema. Questa volta voglio invece parlare di una trasmissione tra le mie preferite, 2024.
La trasmissione, in onda il sabato pomeriggio (in replica la domenica), ha come sottotitolo “come la tecnologia ci cambia la vita”, ed in questa frase ci si ritrova tutto lo spirito che la anima:informare ed approfondire gli aspetti tecnologici della vita attuale.
La trasmissione, condotta in maniera piacevole da Enrico Pagliarini da oltre dieci anni ed in onda il sabato pomeriggio con una replica alla domenica, tutte le settimane esplora ed approfondisce uno o due argomenti legati alle novità tecnologiche: dalla telefonia mobile all’elettronica di consumo, dai droni volanti alle imprese aereospaziali, dallo sviluppo della rete internet alla radio digitale e così via... Il tutto in maniera approfondita ma sempre ben comprensibile a tutti, spiegando le cose con semplicità ed andando ad illustrare anche le relazioni tra le novità tecnologiche e le conseguenze pratiche sulla vita di tutti i giorni. Presente sempre una rubrica chiamata “Digital News”, dove sono riportate rapidamente le notizie significative della settimana sugli argomenti di cui si occupa in generale il programma.
Trovo la trasmissione molto piacevole, tiene aggiornato in maniera costante su questi argomenti che mi interessano abbastanza, ed è molto curata anche dal punto di vista giornalistico. Il Podcast poi è realizzato ottimamente, e spesso amplia quanto ascoltato in trasmissione, proponendo le versioni integrali delle varie interviste che nella messa in onda sono state accorciate in alcune parti per motivi di tempo. Non a caso quest’anno ha vinto l’European Podcast Award per la sua categoria, il premio dato ai migliori podcast a livello europeo.
Sicuramente un podcast da seguire se, come me, siete appassionati di tecnologia e di elettronica/informatica e volete essere informati su questi argomenti. Scaricatelo da qui e fatemi sapere cosa ne pensate.

Altri podcast che ascolto:

27 giugno 2013

Non ci sono più i gatti di una volta...

... o meglio, non ci sono più i proprietari di una volta. Una volta i gatti di casa stavano al massimo sul cuscino del divano a farsi un pisolino, e se arrivava qualcuno venivano buttati giù senza problemi. Adesso invece sono ultra-coccolati, viziati e la fanno da padroni loro: in casa di un mio amico se arriva il gatto gli si lascia il posto sulla poltrona più comoda!
Ma il top l'ho visto l'altro giorno in un negozio di articoli per animali, e lo vedete quì sotto:

L'amaca da termosifone!
Ebbene si, è un'amaca da agganciare al termosifone per far dormire i gatti comodi al caldo in inverno! Come se i gatti avessero bisogno di aiuto per trovare i posticini più comodi e caldi. Non l'ho inserta tra le giapponeserie che ogni tanto segnalo perché è pensata quì da noi, ma ci sarebbe stata bene.
Secondo me gli animali vanno si tarattati con amore e rispetto, ma sempre da animali, senza cercare di viziarli eccessivamente o di fagli prendere il posto affettivo di altre persone. Del resto, cosa c'è di più ridicolo di quelli che portano a giro un cane vestito con cappotto e scarpine, o addirittura lo portano nel passeggino?

20 giugno 2013

Strisce internet: Drizzit

Una delle strisce che leggo online e che ho recentemente scoperto è quella di Drizzit, un’altra striscia umoristica di ispirazione fantasy, in parte simile alla già segnalata Deficents & Dragons, prendendo ispirazione dai romanzi di R.A. Salvatore che hanno come protagonista un elfo scuro chiamato Drizzt Do'Urden. La storia, che si sviluppa man mano in sequenza ma suddivisa in archi narrativi separati, narra le (dis)avventure di Drizzit, un elfo scuro scappato dalla sua gente e che ha trovato una compagnia di improbabili avventurieri composta da un nano filosofo, un guerriero mezzo-demone che non sa di esserlo, una ladra imbranata ed una maga malvagia ma innamorata di lui.
L’autore, Luigi Cecchi ma che firma con lo pseudonimo di Bigio, dimostra una buona abilità nel costruire l’ambientazione e le storie, con un umorismo non banale che reinterpreta i canoni classici del fantasy, contaminandoli con la cultura nerd e con molte citazioni azzeccate. Ottimi i personaggi, sia i principali che quelli di contorno (anche se questi ultimi sembra che l’autore si diverta a farli “sparire” un po’ troppo presto...), ben caratterizzati e mai banali anche quando devono fungere da stereotipi di un determinato tipo. La pubblicazione è molto regolare, una striscia al giorno tranne il fine settimana, con anche molte illustrazioni fuori serie e tavole esplicative del mondo creato dall’autore (la cosiddetta “Drizzitpedia”). La serie si può leggere sul sito di Shockdom (che  si dimostra sempre più il sito che raccoglie le migliori strisce italiane), tranne le prime strisce pubblicate dall’autore sul suo profilo facebook, ma facilmente rintracciabili anche nel suo blog “Cronache Paladine”. Sempre sul sito di Shockdom si trova in vendita il libro che riporta uno dei cicli delle strisce.
Una serie da tenere d’occhio, per poter ridere in maniera inteligente. Dateci un'occhiata e ditemi cosa ne pensate.

Altre Strisce Internet di cuì ho parlato:

22 maggio 2013

Una catervata di Topolini

Esce oggi in edicola (anche se grazie alle poste con l’abbonamento mi arriverà solo tra qualche giorno...) il tremillesimo numero di Topolino. Per una rivista, 3.000 numeri sono veramente tanti, ma anche per un lettore sono un grande impegno. Non so se esista qualcuno che è riuscito a leggerli tutti, ma chi come me è da un po’ negli “...‘anta” ci va sicuramente vicino. Per un settimanale, 3.000 numeri equivalgono a quasi sessant’anni di permanenza in edicola, e la storia di questo giornalino è anche più lunga. 

Personalmente mi ricordo di quando, da piccolo, uscì il numero 1.000: sembrava già un traguardo eccezionale! E da allora penso di averne letto o sfogliato la maggior parte, da bambino come lettore appassionato e da grande con la scusa di farli leggere ai figli...
Comunque per un qualsiasi appassionato di fumetti il giornalino di Topolino è sempre stata una base di partenza, ed una sicurezza su quel che ci si trovava all'interno: spesso le storie sono opera di grandi maestri del fumetto, sia come sceneggiature che come disegno, sia che siano della scuola disneyana che provengano da altre esperienze.
Quindi, un augurio di buona lettura a tutti: io ritorno ad immergermi in queste fantasie disegnate...

15 maggio 2013

Continua la caccia al 5x1000

Anche quest’anno, come al solito di questo periodo, si è scatenata quella che avevo già definito “la caccia al 5x1000”, cioè la richiesta, da parte di molte associazioni, di far destinare a loro la quota che la legge prevede vada per finalità sociali delle tasse che noi cittadini paghiamo.
In effetti, data la crisi economica che ci sta attanagliando, è facile capire che le donazioni verso gli enti benefici e le associazioni caritatevoli, culturali, sportive e simili siano molto calate in questi ultimi anni, e questa quota derivata dalle tasse è una fonte di introiti che, non costando niente ai cittadini, è sicuramente utile per riuscire a portare avanti le proprie finalità.  
Rispetto agli scorsi anni, mi sembra che  oggi la competizione si sia fatta però più agguerrita. Mai come in questi giorni ho notato spot alla tv, sui giornali e soprattutto alla radio, evidentemente percepita come mezzo per raggiungere un vasto pubblico a costi bassi. Anche sui vari social network, specialmente su Twitter, noto un gran fermento di richieste di donazione della quota alle più disparate associazioni.
Per parte mia, io anche quest’anno devolverò la mia quota a favore dell’associazione "noI per L'AfRIcA e il mondo", di cui ho già scritto in passato, che porta avanti le opere di Suor Ilaria,  perché so che lavorano seriamente e che i soldi che vanno a loro sono soldi che effettivamente sono usati per fare del bene a chi, in altre parti del mondo, ha davvero bisogno. Invito tutti voi che mi leggete ad andare sul sito dell’associazione per controllare quello che fanno, ed a devolvere a loro, indicando il codice 930591000508 nello spazio sulla dichiarazione dei redditi. Non costa nulla ma fa davvero molto.

1 maggio 2013

1° maggio: lavorare per festeggiare davvero

Ho già detto tempo fa la mia impressione sulla festa del 1° maggio: per me questa è diventata la festa dal lavoro, perdendo il senso che poteva averla caratterizzata. Ed in questo senso sono da leggere le polemiche che ci sono state in questi giorni sul fatto se tenere aperti o no i negozi in questa occasione.
Riflettendoci bene, dato anche il periodo che stiamo passando, con questa crisi che ha tolto il lavoro a tanta gente, mi è venuta in mente una proposta per dare un senso reale e concreto a questa giornata: chi come me lavora, invece di fare un giorno di vacanza, può fare un giorno di lavoro il cui ricavato possiamo dedicare agli altri, a chi un lavoro non lo ha, perché lo ha perso o non riesce a trovarlo, oppure a chi è in difficoltà.
Se ci pensiamo bene lo spirito che anima questa giornata (io di chiamarla festa non me la sento molto) dovrebbe essere quello della solidarietà tra lavoratori, tra chi può lavorare e chi invece non è in condizione di farlo. E quale miglior solidarietà di quella che consente di darci realmente una mano? Immagino già che una proposta del genere susciterebbe polemiche a non finire se fosse fatta seriamente, da chi lamenterebbe la perdita dei valori del lavoro (come se fare festa li esaltasse) a chi direbbe che la mancanza delle persone che vanno a giro deprimerebbe l'economia. Ma se siamo in crisi, se si dice che dovremmo lavorare di più, questa sarebbe davvero una bella occasione per darsi da fare a migliorare lo stato economico della società e contemporaneamente di aiutare chi ha bisogno. Cosa ne pensate?

30 aprile 2013

Il potere del pisolino


Se la primavera sta (finalmente) arrivando, tra le cose che porta con se c’è anche una certa sonnolenza…
Dice il proverbio: “Aprile, dolce dormire”. Sarà forse che invecchio, ma mi trovo spesso ad essere più stanco, ed ha desiderare ogni tanto un bel pisolino. E certo è una goduria quella pennichella pomeridiana che raramente riesco a fare nei giorni che non sono al lavoro.
Ho notato che ci possono essere tre tipo di “voglia di dormire”, differenti tra di loro:
- la prima è la vera e propria stanchezza: quella voglia di dormire per recuperare le forze. E questa e la sana necessità del riposo che prende tutti coloro che si danno da fare, giustamente da soddisfare;
- la seconda è l’abbiocco: la dolce stanchezza che prende di solito dopopranzo o quando uno si ferma da un lavoro e che è una goduria soddisfare. Peccato solo che spesso non c’è il tempo di farlo;
- la terza ed ultima è la pigrizia pura: quando uno si riposa (e dorme) anche senza averne bisogno, solo perché ha tempo e non ha (o non vuole) niente da fare. Questa ultima è quella negativa, perché fa riposare più del necessario e ti sottrae tempo che si può impiegare per fare qualcosa di concreto. E devo dire che purtroppo la pigrizia è uno dei miei maggior difetti, anche se di solito non sono dormiglione.
Io un questi giorni sono abbastanza preso dal primo tipo, forse perché tra i mille impegni che ho non riesco mai ad andare a letto presto (ma anche col secondo tipo non me la cavo male). Voi come siete messi?

20 aprile 2013

Giapponeserie: accessori per cellulari

Anche in Giappone, come da noi, vanno forte i cellulari, ed ovviamente prolificano i vari accessori, anche quelli di tipo "giapponeserie". Eccone qua un paio:

Cominciamo con il robot per pulire lo schermo del telefonino:

Robot pulisci-cellulare 

Si chiama Auto Mee S ed è un piccolissimo micro robot funzionante a batteria che automaticamente pulisce lo schermo dei vari apparecchi mobili. Non farà certo concorrenza ai robottini che puliscono i pavimenti, ma promette di far risplendere i dispositivi in pochi minuti senza “cadere” fuori dal perimetro dello schermo: gli servono 4 minuti per pulire un telefono e circa otto per un tablet. 
Lo produce Takara Tomy, al modico costo di 1575 Yen, circa 15€. Certo che se invece di un robottino come questo si usa un cencino in microfibra si spende molto meno e si fa' prima, ma vuoi mettere?

Se invece siete più puritano o avete dei dubbi sull'igene del vostro telefonino potete sempre mettergli le... mutande!
Non sto scherzando: la Bandai, nota ditta di giocattoli, ha messo in commercio in Giappone delle mutande da mettere ai cellulari: 


Come vedete, ci sono molti tipi, dai classici slip da uomo ai boxer fino al tanga leopardato. Sono distribuiti da macchinette a palline (quelle che da noi si trovano con dentro i pupazzetti di plastica), e costano solo 200 Yen (meno di 2€). In vendita c'è anche il set completo, per i collezionisti che non vogliono perdersene nemmeno una. Chissà se gli Smart Paints, come li hanno chiamati, hanno successo? Io ne dubito.
Se poi conoscete qualche altro accessori strano,, scrivetelo nei commenti, così li aggiungo alla lista.