...fermarsi ogni tanto sulle rive di questo mare che è la vita a narrare quello che vedo tra le onde...
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11 dicembre 2016

Vento di avvento 2016

Foto di geralt da Pixabay
Si avvicina il Natale, siamo già da qualche settimana nel tempo di Avvento: tempo di veglia, di riflessione, di preparazione al S. Natale. Le strade delle città si riempiono di luci colorate, si moltiplicano le case di Babbo Natale, tutti in giro a vedere le vetrine per scegliere i regali. E così rischiamo di dimenticarci di quello che è il vero significato dell'Avvento: l'attesa della venuta di Gesù.
Mi ha fatto riflettere un brano di padre Ermes Ronchi, presbitero e teologo. Ve lo propongo, sperando che sia di riflessione anche  chi legge questo blog...

21 dicembre 2014

Venti di Avvento 4

Ci stiamo avviando verso il S.Natale, ed in questa ultima domenica di Avvento nella liturgia mi colpisce soprattutto un tema, una parola: "rallegrati".
In quel tempo, l’angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nazareth, a una vergine, promessa sposa di un uomo della casa di Davide, di nome Giuseppe. La vergine si chiamava Maria. Entrando da lei, disse: «Rallegrati, piena di grazia: il Signore è con te». (Luca 1,26.28)
Annunciazione di Lorenzo di Credi (immagine da Wikipedia)
Già, perché dovremmo rallegrarci? In fondo abbiamo tante, troppe ragioni per lamentarci: c'è la crisi,non c'è lavoro, fa troppo caldo, c'è tanta criminalità, i politici pensano al potere e non a noi, .....  Eppure proprio in questi tempi bui c'è un annuncio per ciascuno di noi: "Rallegrati!" E' l'annuncio che Dio è con noi, non ci lascia, ma manda qualcuno per stare insieme con noi e farci passare questi momenti. E mica una persona qualsiasi, ma addirittura suo figlio!
Ed allora, invece di pensare sempre alle cose tristi, non è il caso di rialzare la testa, guardare al cielo ed essere allegri? Per risolvere i nostri problemi bisogna si darsi da fare, ma sappiamo che sta per arrivare, di nuovo come duemilaquattordici anni fa, un aiuto di quelli che ci faranno andare a mille. Sempre però che noi lo vogliamo...

14 dicembre 2014

Venti di Avvento 3

Avvicinandoci al S.Natale, siamo arrivati alla terza domenica di Avvento. Il tema che nella liturgia di questa domenica mi colpisce di più è quello della testimonianza:
"Venne un uomo mandato da Dio e il suo nome era Giovanni. Egli venne come testimone per rendere testimonianza alla luce, perché tutti credessero per mezzo di lui. Egli non era la luce, ma doveva render testimonianza alla luce." (Giovanni 1, 6-8)
Immagine da Wikipedia
Del resto, non è uno degli aspetti propri del cristiano quello di testimoniare la sua fede? Eppure, se ci pensiamo, quella di testimoniare è una delle cose che troppo spesso non facciamo, con le nostre parole e con la nostra vita. Tanti, troppi si arrendono alle consuetudini della vita di tutti i giorni, e non fanno da testimoni della loro fede verso gli altri. Forse, più che riflettere su cosa fare, dovremo cominciare a attestare la nostra fede, non tanto a parole, ma con la nostra vita. Si sa, l'esempio è contagioso...

7 dicembre 2014

Venti di Avvento 2

Dopo averci invitato a vigilare, la scrittura di oggi ci invita a prepararci:
Immagine da Wikipedia
«Come sta scritto nel profeta Isaìa: "Ecco, dinanzi a te io mando il mio messaggero: egli preparerà la tua via. Voce di uno che grida nel deserto: Preparate la via del Signore, raddrizzate i suoi sentieri"» (Marco 1, 2-3)
In realtà, mi sembra che al S.Natale non ci stiamo affatto preparando. Se ci pensate bene stiamo sempre più guardando agli aspetti esteriori, mentre svanisce il nucleo centrale della festa. In televisione si vede di tutto sul Natale, dai panettoni in  su', ma è scomparso il Signore, la sua venuta. Certo non ci possiamo aspettare che la pubblicità dei vari prodotti si incentri sul fatto religioso, ma nun tempo anche le reclami esteriormente ne tenevano conto. Invece oggi tutte le trasmissioni, tranne quelle strettamente religiose, non ne parlano.
Non c'è quindi da meravigliarsi se oggi vediamo tanta gente che non sopporta più il Natale, o che ci siano tanti film che ne mettano in risalto le parti negative: se ne eliminiamo la sostanza rimangano solo gli aspetti esteriori, e questi non possono certo soddisfarci, anzi: questo ci fa percepire un vuoto interiore, la mancanza della parte concreta di cui davvero abbiamo bisogno.
Ed allora, smettiamo di pensare a preparare l'albero, il pranzo od i regali, e invece prepariamo quello che veramente serve per il S.Natale: il nostro cuore ed il nostro animo alla venuta del Signore.

30 novembre 2014

Venti di Avvento 1

Comincia oggi il tempo di Avvento, il cammino di avvicinamento al S. Natale. E per iniziare, la scrittura di oggi ci invita a vigilare:
«Vegliate dunque: voi non sapete quando il padrone di casa ritornerà, se alla sera o a mezzanotte o al canto del gallo o al mattino; fate in modo che, giungendo all’improvviso, non vi trovi addormentati. Quello che dico a voi, lo dico a tutti: vegliate!» (Marco 13, 35-37)
Certo che oggi l'atto del vegliare non lo associamo certo all'attesa: di solito il fare tardi non è per aspettare qualcuno (anche se i genitori che hanno i figli fuori la sera non sarebbero d'accordo), ma per rallegrarsi e divertirsi. Per vegliare spesso intendiamo fare tardi, e quindi divertirsi andando a giro per locali o con gli amici.
Immagine da Openclipart
Per questo più che vegliare per molte persone bisognerebbe parlare addirittura di svegliarsi: una sveglia da una vita senza un senso vero, una sveglia da un modo di vivere solo per il divertimento o per i soldi, una sveglia dall'anestetizzazione spirituale che questo mondo ci propone. Solo così si può riuscire a essere pronti a quello che sta arrivando: per adesso questo S. Natale, e dopo... Perché quando passerà il Signore dalle nostre vite non dobbiamo essere addormentati o distratti da altro.
Quindi mi viene da gridare a tutti: SVEGLIA!