...fermarsi ogni tanto sulle rive di questo mare che è la vita a narrare quello che vedo tra le onde...
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22 settembre 2016

Il mese più odiato

Immagine da it.wallpapaer.com
Oggi comincia l’autunno. Si, lo so che tutti si pensa che inizi il 21 Settembre, ma per un fenomeno astronomico chiamato “precessione degli equinozi” l’inizio dell’autunno astronomico (quello che scandisce la divisione tradizionale tra le stagioni) varia leggermente di ano in anno e quest’anno cade il 22.
Non so se ci avete fatto caso, ma questo mese in cui siamo è forse il mese che la gente detesta di più. Il fatto è che termina l’estate, che noi tutti associamo a tempo bello e giornate lunghe, e con l‘autunno temiamo il ritorno del brutto tempo e del freddo (tranne coloro cui da noia il caldo, categoria di persone che non riesco proprio a comprendere, freddoloso come sono...); oltre a questo le foglie degli alberi cominciano ad ingiallire ed a cadere. C’è poi la concomitanza con la fine delle ferie per molti di noi, ed in più gli studenti hanno il giorno dell’ano più odiato, quello del ritorno a scuola (e degli esami di riparazione...). E non teniamo conto che in autunno ci possono essere anche cose belle, come i fruti autunnali della terra oppure i paesaggi colorati che la natura ci regala.
Però, a ben pensarci, questo è il mese in cui c’è il vero inizio dell’anno. Ormai siamo tarati come intervallo di tempo per le nostre vite sul periodo tra le ferie, tra l’inizio e la fine delle scuole, dalla ripresa del lavoro alla sua pausa estiva. I nostri anni praticamente non vanno da un capodanno all’altro, ma da un’estate all’altra. Dovremmo mettere il Capodanno non il 1 gennaio, ma a Ferragosto, come un tempo era al 21 Marzo, equinozio di primavera.
Comunque la pensiate, sia che questo mese vi piace o vi stia sulle scatole, buon autunno a tutti!

17 febbraio 2015

La perdita del carnevale

Oggi è Martedì Grasso, come è chiamato l'ultimo giorno di Carnevale. Un tempo era una festa sentita, con le scuole (specialmente l'università) che facevano festa e veglioni danzanti (rigorosamente solo fino a mezzanotte, ora in cui cominciava il Mercoledì delle Ceneri e quindi la Quaresima). Oggi invece, almeno qui da noi, è diventata una festa minore, quasi riservata ai bimbi, che ancora si mascherano, e con qualche corso di carri allegorici.
Foto di kheinz46
Perché oggi non lo festeggiamo quasi più? Il Carnevale, festa dalle origini pagane contrapposta al periodo penitenziale della Quaresima, era un tempo forse l'unico periodo di festa libera e spensierata che le persone avevano, dove mascherarsi serviva anche a poter esprimere le proprie idee e a criticare in satira il potere senza conseguenze. Oggi invece non abbiamo più questi problemi: di festa e di divertimenti siamo pieni un po' tutto l'anno, mascheramenti forse a parte (e se ci pensate una festa importata come Halloween sta diventando una specie di carnevale horror), possiamo liberamente esprimere idee e critiche (e qui spesso da parte di molti non guasterebbe un po' di forma più rispettosa degli altri) e la Quaresima per tanti ha perso il significato penitenziale e di preparazione alla SS. Pasqua che ha.
Forse sono un po' nostalgico, ma rimpiango il divertimento che provano i bimbi a mascherarsi ed a lanciare i coriandoli: sono loro troppo ingenui o siamo noi che andando avanti abbiamo lasciato indietro qualcosa d'importante?

25 marzo 2013

Apertura alla condivisione

Insieme per condividere
Fonte: Wikipedia
Qualche giorno fa, negli incontri che facciamo in parrocchia durante il periodo della quaresima, sono venuti a trovarci alcuni seminaristi che si stanno preparando a diventare sacerdoti.  Sia nella S. Messa che negli incontri che hanno avuto con alcune realtà della parrocchia (giovani, adulti, ...) questi seminaristi hanno condiviso con noi la loro esperienza di fede ed il cammino che li ha portati a fare la loro scelta di vita.
Al di la di quali avvenimenti e di quali esperienze abbiano fatto maturare queste scelte, quello che mi ha colpito di queste persone è stata la loro disponibilità a condividere ed illustrare la loro vita ed il percorso che hanno scelto. Se ci pensate bene è molto difficile riuscire ad aprirsi agli altri, ed anzi la maggior parte delle persone non comunica, salvo rari casi, le proprie esperienze, specialmente quelle che più le hanno segnate. Sembra che ci sia una remora interna che impedisce spesso di aprirci agli altri e di poter condividere quello che proviamo, forse una tara culturale o un tabù insegnatoci da piccoli. Eppure sarebbe bello ed anche molto utile riuscire a mettere a comune quello che proviamo, per capirci meglio a vicenda e riuscire a stare sempre meglio insieme.
Quello che questi ragazzi (ma non solo ragazzi, alcuni erano più maturi) ci hanno mostrato non è stato solo quella che è la loro scelta di vita, che spesso non è ancora sicura. Infatti alcuni hanno detto chiaramente che quel cammino che stanno percorrendo sperano che li porti a diventare sacerdoti, ma che ancora non ne sono sicuri. La cosa più importante che abbiamo visto è stata proprio il fatto che condividere le nostre esperienze è una conquista importante, che ci aiuta alla maturazione interiore. Ed è questa la speranza che ho, che a volte mi fa scrivere su questo blog: il poter portare a chi mi legge le mie esperienze, sperando di essere utile a qualcuno.

29 febbraio 2012

Quanta folla in Piazza Spiox

Nel film "L'amico del cuore", una spassosa commedia di Vincenzo Salemme (consigliatissimo se non l'avete visto), una delle scene più belle è quella in cui una vecchietta fa impazzire uno dei protagonisti narrandogli di un fatto accaduto in una fantomatica Piazza Spiox. Ed è solo dopo molti fraintendimenti che si riesce a capire che il luogo in questione è Piazza San Pio Decimo (sui cartelli stradali indicata appunto come S.Pio X ). Questa scena mi è tornata in mente nel corso di alcune discussioni che ho recentemente fatto su dei forum. Mi sono accorto infatti che molta gente, leggendo le notizie disponibili sui giornali o negli altri media non cerca minimamente di capire quello che dicono o di approfondire, limitandosi solamente ai titoli ad effetto o a qualche evidenziazione, raramente ad una lettura veloce. Si vede spesso solo quello che si vuole vedere, soffermandosi solo su alcuni particolari spesso di secondaria importanza, invece di cercare qual'è il vero significato di quello che si legge. Come avevo già rammentato, vale sempre più spesso il proverbio (che sto facendo mio come slogan) "quando il saggio indica la luna, gli sciocchi guardano il dito"...
Mi sembra sempre più che tanta gente si stia comportando come quelli che in piazza, per vedere dov'è, si trova a leggere che è in Piazza Spiox, e magari si guarda in giro domandandosi dove cavolo starà quella Piazza San Pio Decimo che cerca...

31 dicembre 2010

Pop Economy: la scoperta dell'acqua calda

Sull'ultimo numero di Wired campeggia in copertina il richiamo ad un articolo sulla Pop Economy. Nell'articolo si sviscera la tendenza in corso tra i giovani ad uno stile di vita che va cambiando, in base al fatto che non hanno una certezza ed una disponibilità economica rilevante. Questo porta, secondo l'autrice dell'articolo, a fargli adottare un nuovo tipo di economia, definita economia partecipativa, in cui le persone condividono quello di cui hanno bisogno, risparmiando e portando avanti comportamenti virtuosi. Tanti gli esempi citati: invece di comprare un'auto usare il car sharing (od il bike sharing messo a disposizione da enti pubblici), prestarsi gli utensili di cui abbiamo bisogno, noleggiare le cose che ci servono saltuariamente (come vestiti eleganti o l'automobile), scambiare quello di cui non abbiamo più bisogno, ecc. ecc... I giovani di oggi, (chiamati millenium) grazie al web 2.0 e alla dematerializzazione dei beni, starebbero rivoluzionando l'economia dal basso, cercando sopratutto la soddisfazione dei propri bisogni e non il possesso di beni o prodotti.
Al di la di alcuni errori anche madornali negli esempi (Linux viene definito come "un sistema di software creato attraverso lo scambio di programmi su internet", sigh), mi sembra che l'autrice dell'articolo stia scoprendo l'acqua calda (o, come si dice dalle mie parti, il buo alla conca ;-) ). Questo modo di fare, collaborativo, di sostegno agli altri e meno consumistico è quanto già fanno le persone da sempre. Pensiamo ai nosti nonni e bisnonni, in una società differente da quella attuale, raggruppati in nuclei familiari più grandi dei nostri si aiutavano a vicenda e si scambiavano gli oggetti di cui avevano bisogno in maniera non continuativa, tra di loro e con i vicini (es. abiti piccoli e attrezzi). Ma è sempre usato, tra giovani e meno giovani, uno scambio di oggetti e favori reciproci. Chi non è mai andato in viaggio ospite di qualche parente od amico? E gli abiti dei bambini, una volta che non stavano più perché erano cresciuti, si davano o regalavano a parenti od amici con figli più piccoli dei nostri per poterli usare fino in fondo. Questo non lo fanno solo i cosiddetti "millenium", ma lo facciamo noi tutti, lo facevano i nostri genitori e si faceva ancora prima. Di esempi simili ne possiamo trovare a bizzeffe, e se la cosa sembrava diminuita era solo per una maggior visibilità della spinta consumistica, o delle condizioni di vita meno socialmente partecipative che si hanno nelle grandi città. Ma nei piccoli centri questa economia di solidarietà è sempre stata presente.
Cosa c'è allora di nuovo in questa "Pop Economy"? A mio giudizio molto poco. L'unica vera novità che si può notare è la globalizzazione di questo modo di fare resa possibile da internet e dalla sua facilità di mettere in contatto le persone con gli stessi interessi e bisogni. Ma in realtà è solo una forma nuova del passaparola che si faceva (e si fa tuttora) nei paesi e nei quartieri delle piccole città. Ed in fondo questo è ciò che davvero ci permette internet: portare su di una scala globale le dinamiche di relazione di una piccola comunità, favorendo il dialogo con gli altri. Che ne dite?

6 ottobre 2010

Happy birthday... to someone

- L'altro giorno, in ufficio. Cerco una collega che compie gli anni per fargli gli auguri, ma mi dicono che ha preso un giorno di ferie "per festeggiare il compleanno". Ottima idea, specialmente perché prendendo ferie al venerdì si hanno tre giorni liberi di fila. Ma a questo punto mi è venuto un piccolo dubbio: perché festeggiare il compleanno?
Quando siamo bambini la cosa sembra ovvia, si fa perché ci fa sentire finalmente più grandi, per i regali che ci fanno (forse la cosa che ci attira di più) e per la festa in compagnia degli amici. Ma quando siamo cresciuti? Cosa ci porta a festeggiare questa ricorrenza, al di la della tradizione?
Verrebbe quasi da dire che si festeggia l'invecchiare: ogni volta si aggiunge un punto in più al computo degli anni, e la somma alla fine ci sembra pesante. In realtà è solo una questione psicologica: se ci pensiamo bene rispetto al giorno prima abbiamo si un anno di più, ma siamo invecchiati di un solo giorno!
Dovremmo dire che con il compleanno noi festeggiamo la vita: si ricorda il giorno in cui siamo venuti al mondo, quello in cui la nostra vita è cominciata ed è iniziata l'avventura che ci ha portato sino ad oggi. E' questo quello che i realtà ci fa fare festa e che tutti gli anni ci spinge a celebrare la ricorrenza con amici, parenti o chi vogliamo noi: la nostra nascita è stata la partenza del nostro essere su questo mondo, e la vita che abbiamo, bella o brutta, è un cammino che stiamo percorrendo e di cui il compleanno è come una pietra miliare. Possiamo fare progetti per il futuro o ricordare il passato, ma pensiamo sempre che se non fossimo nati non saremmo qui. In questo ha ragione (come spesso succede) la moglie: bisognerebbe essere noi a fare un regalo ai genitori...
Visto che oggi (qualunque sia il giorno che mi leggete) è il compleanno di qualcuno, voglio fare gli auguri a quelli che oggi compiono gli anni: Buona Vita!

21 settembre 2010

Negazionismo plurimo

A me piacerebbe che quelli che stanno in continuazione a dire che non sono qualcosa ("io non sono cattolico", "io non sono di destra", "io non sono di sinistra", "io non sono ...", e ne è pieno anche nei vari blog) ci spiegassero finalmente che cosa sono!