...fermarsi ogni tanto sulle rive di questo mare che è la vita a narrare quello che vedo tra le onde...
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11 settembre 2011

Non c'è scamp dal Pokemon Camp

Ovviamente conoscete i Pokemon, quei mostri tascabili protagonisti di videogiochi, cartoni animati e figurine da collezione che da una dozzina d'anni stanno spopolando tra i bambini (se non li conoscete, ma dove avete vissuto negli ultimi tempi?). Ebbene, dato che anche i miei figli (i maschi) ne sono strenui sostenitori ieri mi sono visto costretto a portarli al "Pokemon camp", cioè ad un ritrovo di appassionati del videogioco e delle figurine, dove potevano scambiarsi i pokemon dei giochi e partecipare ad un torneo. Il tutto organizzato (ovviamente) dalla casa produttrice del videogioco in vari posti in giro per tutta Italia, per pubblicizzarlo e diffonderlo sempre più.
Quindi, caricata tutta la famiglia in macchina, siamo andati al centro commerciale dove si teneva la manifestazione. Moglie e figlia grande se ne sono andate a far spese per i vari negozi (dando dei duri colpi alla mia povera carta di credito), mentre io accompagnavo i maschi nell'area (piccola) riservata all'evento. Li mi sono sorbito tutta la mattinata e buona parte del pomeriggio questo camp, che in pratica era un'area attrezzata con delle persone che spiegavano il videogioco ai ragazzi, postazione della consolle Nintendo 3DS con i vari videogiochi da provare; un tavolo per realizzare disegni (ovviamente dei Pokemon) con relativo concorso; uno spazio attrezzato con un gigantesco marcatore, così da poter realizzare le foto tridimensionali in realtà aumentata con i Pokemon a grandezza di bambino e poi poterle stampare (peccato solo che la stampante sia andata subito fuori uso...); alcune consolle che distribuivano a quelle di chi partecipava dei Pokemon particolari; e cosi via.... Il tutto pieno di bimbi e ragazzi (maschi per lo più, ma anche diverse bambine) che si confrontavano i vari Pokemon posseduti, facevano scambi, sfide e via di seguito... Per loro un divertimento, mentre i genitori, seduti sulle (poche) panchine li intorno. li aspettavano annoiandosi tranquillamente.
La cosa più angosciante della giornata è però stato il fatto che i bimbi, salutando gli altri ragazzi che erano li al camp, si sono dati appuntamento al prossimo anno...

30 marzo 2010

Ragazzi di oggi

Leggo quasi tutti i giorni il blog di alcune parrocchie della Diocesi di Torino, ci trovo spesso delle riflessioni interessanti o dei validi spunti da seguire. Nel post di oggi mi ha particolarmente colpito: parla di Luigi, un professore di scuola media a cui piace fare il proprio lavoro di insegnante. Al di la che fare un lavoro che piace penso sia una delle cose più apprezzabili nella vita (e che auguro di cuore a tutti), mi ha impressionato il fatto che molta gente non consideri il lavoro di insegnante con il rispetto e la considerazione che merita. E pensare che si tratta delle persone che formano i nostri ragazzi, e quindi sono fondamentali per la crescita della società.
Ma sopratutto colpisce la scarsa considerazione riportata dei giovani di oggi, già disprezzati nelle loro idee e nei loro comportamenti ai tempi delle medie. Devo dire invece che sarò fortunato, ma l'esperienza che ho con i miei figli e con i loro amici mi sta confortando: vedo molti giovani, come sul dirsi, "a modo", interessati allo sport come valore di crescita e di stare insieme, al rapporto con gli altri, al loro futuro, all'amicizia vera. E penso che se ci sono alcuni che non sono così spesso la colpa è dei genitori, assenti nel rapporto con i figli o interessati solo a loro stessi, che non hanno saputo o voluto formare una famiglia nel senso pieno del termine.
In fondo ha ragione Luigi: "Io, dai ragazzi, imparo un mucchio di cose". E spesso bisognerebbe sapere imparare anche noi, dagli altri.