...fermarsi ogni tanto sulle rive di questo mare che è la vita a narrare quello che vedo tra le onde...
Visualizzazione post con etichetta società. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta società. Mostra tutti i post

30 giugno 2016

Podcast che passione: Spoiler

Il logo del podcast (©Querty)
Il network di podcast di Querty, di cui ho già parlato nelle recensioni di altri podcast che ne fanno parte, realizza di continuo nuovi programmi sempre molto interessanti, spaziando sui più vari argomenti. Uno degli ultimi nati ha un nome che è tutto un programma: si intitola infatti “Spoiler”, di cosa potrà mai trattare?
Ma attenzione: come recita il sottotitolo “Un'inchiesta sull'autolesionismo narrativo”, il podcast tratta si degli spoiler, ma non per farli, ma per capire quale sia il rapporto tra le persone e gli spoiler. Riuscirà a fare chiarezza sull'argomento?

26 giugno 2014

Bandiere esposte

Foto di everton137
Non so se ci avete fatto caso, ma, complici i mondiali di calcio, sono spuntate a molte finestre ed a molti balconi le bandiere dell’Italia. Messe li da tanti tifosi della nazionale per festeggiare la squadra del cuore (anche se con i risultati che ha fatto non c’è stato molto da fare festa), sono il simbolo della voglia di sentirsi uniti con la propria squadra.
Eppure è raro vedere esposta la nostra bandiera fuori dalle nostre case se non ci sono eventi sportivi importanti, come i mondiali di calcio od a volte le olimpiadi. Non si riesce mai, infatti, a vedere esposta dalle case la bandiera nelle feste nazionali, come il 2 giugno od il 25 aprile, dove invece ci sarebbe davvero motivo di mostrare il senso di appartenenza alla nostra nazione. Girando in atri stati ho spesso notato che c’è un maggior attaccamento ai simboli nazionali: bandiere esposte (alle case o su aste), facciate decorate con l’immagine della bandiera, .... 
Foto da Wikimedia
Si ha l’impressione che da tante parti sia normale dichiararsi come cittadini di quel paese, mentre qui da noi quasi ci si vergogni dell’appartenenza alla nazione, salvo in occasioni particolari legate allo sport.
Sarebbe bello che chi ha tirato fuori la bandiera per tifare continuasse a tenerla fuori anche dopo la fine dei mondiali, oppure che si ricordasse di averla in altre occasioni, magari le feste in cui si ricorda l’identità nazionale. Che ne dite?


11 febbraio 2013

Dal sarto alla catena

Nello scorso numero di Julia, un fumetto giallo (cartaceo) tra i miei preferiti, un personaggio esponeva una situazione che mi ha fatto riflettere. Questo personaggio (secondario nella serie) è un esperto di computer, ed era disoccupato perché aveva un piccolo negozio: qualche hanno prima lavorava, ma adesso ha chiuso perché i computer si comprano solo assemblati.
In effetti mi sono reso conto che è proprio così. Io sono abbastanza vecchio su con l'età per ricordare i primi tempi di quando si è diffusa la mania del computer, negli anni '80. Allora i PC preconfezionati erano pochi, a parte i prodotti piccoli (i cosiddetti home computer), e chi voleva un qualche PC se lo faceva assemblare partendo da componenti base. Piano piano si son diffusi quelli preassemblati, ma ancora all'inizio degli anni 2000 c'erano un sacco di negozi che preparavano i PC per gli appassionati. Adesso invece, complice anche il cambiamento di tipologia degli apparecchi informatici, i PC si comprano già pronti, e sono pochi i negozi che fanno assemblaggio, la maggior parte si limita a rivendere preassemblati già pronti. Questo è dovuto anche al fatto che le persone si rivolgono di più verso portatili e tablet, che si trovano solo già pronti, piuttosto che ai computer desktop, oggi relegato quasi solo agli uffici ed agli "smanettoni".
Mi sembra che si sia fatto un passaggio come quello che nella moda è stato dal sarto che preparava i vestiti su misura ad ogni cliente alle catene di abbigliamento preconfezionato. Solo che, mentre nel campo dell'abbigliamento ci sono voluti molti decenni, quì ci abbiamo messo solo tre o quattro lustri. Sarà forse il segno della rapdità con cui cambiano i costumi e le abitudini al giorno d'oggi? Certo è che mi è venuta un po' di nostalgia di quando, da universitario, mettevo insieme qualche soldo prendendo computer usati e riassemblandoli per poi rivenderli...

3 agosto 2012

Lo sciopero degli ombrelloni

Oggi al mare c'è stato lo sciopero degli ombrelloni.

 
Non che gli ombrelloni se ne siano andati a manifstare, ma sono rimasti chiusi perchè i bagnini ed i gestori degli stabilimenti balneari li hanno tenuti chiusi per protestare contro la direttiva europea che obbliga il governo italiano a revocare le licenze ai gestori ed a rimeterle all'asta al migliore offerente. Questa gente, che ci lavora duro e che ha creato i bagni che oggi abbiamo, rimarrebbe senza niente o quasi, poichè difficilmente potrebbe competere con grandi ditte immobiliari che entrerebbero in competizione sulle aste...



Ho messo alcune foto delle spiaggie con gli ombrelloni chiusi, per manifestare un po' di sostegno a chi lotta per mantenere ciò che ha costruito. Diamogli tutti sostegno!




4 luglio 2012

Povero tricolore

Tornando a casa stasera ho notato in giro una certa differenza rispetto ad una settimana fa: allora c'erano appesi a molte finestre le bandiere italiani, sula scia dei successi della nazionale di calcio, mentre adesso, dopo la disillusone della finale non c'è ne più nemmeno uno.

Foto di Roel Driever

Povero il nostro tricolore, se la gente si ricorda della sua esistenza, e della sua importanza, solamente per un qualche evento sportivo...


27 maggio 2012

Mobilità in...sostenibile

Guardate bene questa foto che ho fatto l'altro giorno mentre andavo in bicicletta lungo una pista ciclabile vicino a casa mia:

Pista ciclabile

Notato niente di strano? Quella rossa è la pista ciclabile, e quei buchi che si vedono ogni tanto nel rosso sono degli stop. Si, proprio degli stop, dove la pista ciclabile si ferma per fare passare le automobili. Chi ha realizzato questa pista ciclabile (ma anche le altre che sono state fatte recentemente nel mio comune) le ha fatte in maniera che ad ogni incrocio che si trova, anche con stradine secondarie o private, la pista si interrompa, ci sia uno stop e le biciclette debbano dare la precedenza alle autovetture che ci passano!

Pista ciclabile

In pratica chi và su queste piste ciclabili si deve fermare ad ogni incrocio con una strada, dove c'è uno stop per le biciclette, e quindi le macchine hanno la precedenza sulle biciclette. Alla faccia della mobilità sostenibile ed alternativa!

30 agosto 2011

Chiesa ed ICI

A margine della manovra finanziaria che sta interessando il nostro paese, e che sta colpendo un po' tutti nel portafoglio, si è sviluppata una polemica, a mio avviso pretestuosa, sull'esenzione della Chiesa Cattolica dal pagamento dell'ICI e su alttri privilegi fiscali. Ma le cose stanno veramente così?
In realtà la cosa non risulta molto corretta. I sacerdoti pagano le tasse, come fanno i lavoratori dipendenti, sullo stipendio che ricevano dall'Istituto per il Sostentamento del Clero. Per quanto riguarda l'ICI, la legge prevede l'esenzione per tutti gli enti di beneficenza ed istruzione, non solo quelli religiosi (di qualsiasi religione) ma anche per quelli laici. Quindi per le attività commerciali pagano l'ICI anche gli enti religiosi (e perciò anche quelli della Chiesa Cattolica), ed un regime fiscale agevolato è dato non solo a tutte le religioni che hanno un "accordo" (non mi viene adesso il termine corretto) con lo Stato Italiano, ma anche a scuole private od agli enti non religiosi che svolgono attività di assistenza ai più bisognosi.
Tra l'altro si parla sempre di quanto lo Stato da alla Chiesa, ma mai di quanto la Chiesa da allo Stato e agli italiani: pensiamo ai preti che non prendono la pensione, ma sono mantenuti dal sostentamento del clero; alle attività di sostentamento dei più deboli, dei poveri, dei disagiati, degli anziani, dei malati, dei diversamente abili, ...; alle attività di istruzione e formazione dei giovani; alla cura ed al mantenimento di opere storiche ed artistiche (chiese, conventi, musei, quadri, ..., patrimonio culturale di tutti gli italiani); e così via, tutte attività di cui lo Stato Italiano si dovrebbe altrimenti fare carico, senza poi considerare quanto la Chiesa manda come aiuti ed assistenza nelle zone più povere del mondo... Facendo due conti, siamo certi che il bilancio sia in favore della Chiesa oppure quanto torna indietro agli italiani (e quindi allo Stato) è maggiore di quello che riceve?

22 agosto 2011

Giovani che si impegnano

Nel marasma delle notizie sull'economia, la crisi e le manovre economiche di questa estate, sono passate in secondo piano sui media tradizionali due appuntamenti importanti: la Giornata Mondiale della Gioventù ed il Meeting di Rimini di CL.
Se da una parte la prima manifestazione è finita l'altra inizia adesso (e la cosa non è certo una coincidenza). Quello che le accomuna (a mio modo di vedere) sono i partecipanti: in entrambi i casi giovani che hanno voglia di fare, di discutere, di imparare, di ragionare, di mettersi in gioco... E forse per questo entrambe le manifestazioni sono criticate, la GMG da parte della Spagna cosiddetta laica, che ha tirato fuori la falsa storia degli enormi costi, mentre in realtà allo stato spagnolo non è costata un Euro (ed ha portato più di un milione di persone che hanno speso in loco), e dagli "indignados" spagnoli, i quali hanno però dopo dichiarato che c'è l'hanno non con la Chiesa ma con il potere politico; il Meeting da tanta parte della nostra cultura che sembra che critichi sopratutto chi fa queste cose e non per le motivazione che le causano. Diceva bene l'altro giorno su QN l'eurodeputato Luca Volontè, riferendosi alla GMG: "La verità è che i socialisti (al potere in Spagna, nde) faticano ad accettare più di un milione di giovani convocati dal Papa, pieni di speranza e certi di non essere ". E' proprio questa speranza, caratterizzante tutti questi giovani, in contrasto con il pessimismo imperante oggi, che è il tratto più bello di quello che sta accadendo.
Del resto, se ci pensate, si parla di centinaia di migliaia di persone giovani che non fanno confusione, non tengono comportamenti autodistruttivi, non creano confusione, non se ne fregano degli altri e del mondo ma che si impegnano per gli altri e per se stessi, dandosi da fare per migliorare le cose e per cambiarle nella direzione che vogliono. Ma forse è proprio questo che non piace ad alcune persone...

9 giugno 2011

2 SI per la nostra acqua

Solitamente in questo blog non parlo mai di politica, al massimo affronto temi di rilevanza sociale, ma questa volta voglio fare un'eccezione per i referendum che si svolgeranno tra pochi giorni. In particolare voglio mettere in evidenza i due referendum sul tema dell'acqua. Anche se non se ne è parlato molto, questi referendum sono importanti per il futuro di un bene come l'acqua, che è un bene primario di tutti. Questi referendum vogliono mettere riparo a due storture che ci sono nella nostra legislazione:
  • il primo per eliminare l'obbligo di dare a società con soci privati la gestione della distribuzione dell'acqua, cosa che sta portando ad avere delle società di distribuzione che pensano al profitto che ricavano e non al servizio che devono fare agli utenti;
  • il secondo per eliminare l'obbligo delle società di distribuzione di essere remunerate (e quindi di guadagnare) senza la necessità di offrire un servizio di qualità o di fare investimenti per migliorare il servizio: questo comporta che le società di distribuzione aumentano le tariffe dell'acqua per guadagnarci senza fare niente per migliorare.
Pertanto ritengo doveroso che tutti noi andiamo a votare per questi due referendum (se gli altri non vi trovano d'accordo si può anche ritirare solo queste schede e non votare per gli altri) e che votiamo SI per eliminare queste storture che vanno avanti sulla "pelle" di noi cittadini. Di seguito trovate il simbolo della campagna su questi referendum, che ultimamente si sta vedendo un po' dappertutto, dal web ai manifesti alle bandiere appese alle finestre delle case:


Per maggiori informazioni vi rimando al sito del Comitato promotore di questi referendum ed al sito del Forum Italiano dei movimenti per l'acqua.
Mi raccomando, votiamo tutti!