Con il solito colpevole ritardo (ehemm...) faccio il mio classico post su Lucca Comics & Games di quest'anno. Dato che, causa scarso tempo disponibile per impegni e problemi vari, non riesco a fare il solito reportage, mi limiterò questa volta a fare qualche considerazione e a mettere qualche foto, invece di un resoconto completo della manifestazione.
...fermarsi ogni tanto sulle rive di questo mare che è la vita a narrare quello che vedo tra le onde...
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27 novembre 2016
31 maggio 2016
Giapponeserie: telefonino-robot
Uno degli aspetti che caratterizza idealmente il Giappone, almeno ai nostri occhi occidentali, è l’idealizzazione che hanno per i robot. Basti pensare a tutti i manga ed anime con protagonisti i “robottoni” che furoreggiavano negli anni ’80-’90, oppure al cane-robot Aibo che la Sony ha commercializzato per molto tempo. Sarà per questo che qualcuno ha pensato di unire questa passione a quella, più recente, per gli smartphone, creando il primo telefonino-robot!
La Sharp, nota cosa produttrice di apparecchi per l’elettronica di consumo, ha infatti annunciato RoBoHoN, uno smartphone con l’aspetto di un piccolo robot, che promette di assisterci nelle nostre attività quotidiane. Ma come funziona?
18 novembre 2015
Lucca, chi non ci va non ci s'inzuppa: reportage da Lucca Comics & Games 2015 (seconda parte)

Dopo la prima parte dedicata ad una gallery con alcune foto scattate in questa edizione di Lucca Comics & Games, come di consuetudine ecco le mie impressioni riguardo alla fiera di quest’anno, anche se un po' in ritardo (dovuto alle troppe cose da fare, tra lavoro e famiglia).
L’edizione di quest’anno è stata caratterizzata da un parziale rinnovamento della stessa per far si
che l’affluenza dei visitatori (paganti e non) fosse più uniforme nelle
varie giornate e che ci fosse una maggior distribuzione delle persone nelle
varie aree. La cosa anticipo subito che ha avuto successo, dato che (come mi
hanno detto in molti) nel fine settimana nonostante il gran numero di presenze
le cose sono scorse via molto più lisce.
Anche quest’anno sono andato, con famiglia al seguito, di giovedì, primo giorno di
fiera. Scelta rivelatasi meno felice dello scorso anno, dato che anche se ho
trovato quella che è stata la giornata con minor affluenza della manifestazione, c'era comunque
un afflusso di persone ben più copioso di quello dell'anno scorso. Nonostante
che in questa edizione sono stati venduti 220.000 biglietti, con oltre 400.000
visitatori totali (quelli che sono venuti a vedere senza entrare nei padiglioni
o per andare negli eventi gratuiti), per la prima volta dopo molti anni in
leggero calo rispetto all’anno precedente, l’effettuare una contingentazione della vendita dei biglietti, con un
massimo totale di biglietti giornaliero, ed una politica dei prezzi che li
teneva più bassi nei giorni fuori del fine settimana, ha fatto si che i visitatori
si siano distribuiti più uniformemente nei vari giorni, facendo si ce nel fine settimana la fiera
fosse più vivibile, ma aumentando le presenze nei giorni tradizionalmente meno affollati.
Devo dire che si è notato quest’anno un particolare sforzo dell’organizzazione nell’ottimizzare gli spazi in funzione della grande presenza
di visitatori, anche in risposta ad alcune critiche mosse su questo argomento
negli scorsi anni specialmente dopo il caos del fine settimana dello scorso
anno). L'evento è stato esteso praticamente a tutta la parte storica della città, occupando la
parte interna alle mura, quasi tutti i bastioni ed anche la parte di prato
esterna. Questo ha permesso una distribuzione delle persone in maniera più omogenea,
permettendo una migliore fruizione da parte di tutti i visitatori, al costo
solo di fare qualche metro in più di passeggiata…
Ma veniamo a parlare delle varie parti della mostra.
31 ottobre 2015
Lucca, chi non ci va non ci s'inzuppa: reportage da Lucca Comics & Games 2015 (prima parte)
Cominciamo come al solito dai Cosplayer, come al solito molto numerosi:
30 luglio 2014
Giapponeserie: occhiali con avviso di chiamata
Stano diventando di moda, e non solo tra i geek, i cosiddetti “wearable devices”, cioè quegli oggetti tecnologici che si portano addosso alla stregua di orologi, bracciali,... Tra i più conosciuti ci sono sicuramente i Google Glass, gli occhiali ultratecnologici proposti da Google che, in congiunzione con uno smartphone, fanno un po’ di tutto, da scattare foto ad aggiornare il proprio account di social network a guidarci con le mappe stradali.
Potevano i giapponesi non sviluppare anche loro di simile alla loro maniera? Si, avrebbero potuto, ma l’hanno fatto lo stesso. Fun’iki, un’azienda giapponese, ha presentato un nuovo tipo di smartglasses: i
Fun’iki Glasses. Anche questi occhiali si collegano al proprio smartphone, ma, a differenza dei loro più noti cugini americani, non fanno altro che lampeggiare tramite dei led quando arriva una chiamata. Questi lampeggi si possono personalizzare attraverso un'applicazione installabile sul telefono. Tra le personalizzazioni possibili troviamo la scelta di 3 colori differenti e diversi tipi di modalità di lampeggio, tra cui la Party, immagino con lampeggio stroboscopico, e quella Relax (anche se viene da chiedersi quanto mai sia rilassante vedere delle luci sulle lenti degli occhiali).
Ditemi una cosa. vi sembrano utili o solo l'ennesimo techno-gadget? E voi, li indossereste?
Altre giapponeserie viste:
- Walkman nelle bottiglie dell'acqua
- Reggiseno dell'amore
- Invenzioni miste
- Tecno-WC
- Accessori per cellulari
- Coda per uomini
- Stampati la tua statua
- Cestino-robot
- Simulatore di chiappe
- Moto...WC
- Accessori da gatto
- Tuta per simulare la gravidanza
- Raddrizza naso
- Ballando col mal di pancia...
- Prodotti vari
- Cravatta con ventilatore
- Porta-anguria da passeggio
13 aprile 2014
Ludicomix XI: comics e games ad Empoli
Devo dire che la manifestazione mi ha piacevolemente sorpreso: rispetto alla scorsa volta, nonostante gli spazi espositivi non grandi, era molto affollata e più piena di espositori. In questa edizione la parte fumetti era abbastanza piccola, mentre gli aspetti prevalenti erano games e soprattutto il cosplay, con veramente tanti appassionati che si esibivano con dei costumi molto validi. Purtroppo, causa dei problemi alla macchina fotografica (sigh) non sono riuscito a fare nessuna foto, anche se ci sarebbe stato solo l'imbarazzo della scelta con i soggetti a disposizione. Cito tra i tanti, a memoria, una strepitosa Abby di NCIS (che è una delle mie serie preferite), un Cyberman direttamente da Doctor Who che appariva reale, e una serie di personaggi fantasy favolosi. Molti stand erano proprio dedicati a loro ed ai trucchi ed accessori per prepararsi. Mi è sembrato infatti che la manifestazione stia andando sempre più verso questo settore, quasi specializzandosi. Per i giochi, citazione particolare alla Brigata Otaku, che ha organizzato un torneo di Super Mario su un SuperNintendo originale: questo si che è retrogaming!
Comunque sono riuscito a trovare un paio di arretrati per la mia collezione di fumetti a prezzi ottimi. Appuntamento senza dubbio al prossimo anno, per la dodicesima edizione di questa fiera.
17 febbraio 2014
Giapponeserie: walkman nelle bottiglie dell'acqua
Si, lo so, ho da pochissimo commentata l'ennesima giapponeseria, ma questa notizia non potevo certo evitare di segnalarla, non fosse altro per il nome noto che coinvolge. Infatti questa volta la "Giapponesata" l'ha fatta un gigante dell'industria come la Sony, che per promuovere come adatto allo sport anche acquatico, dato che è impermeabile e funziona anche in acqua un suo lettore di MP3 della serie Walkman, il modello NWZ W270, non ha trovato di meglio che venderlo dentro una bottiglia dell'acqua, nei distributori di bibite!
Infatti in Nuova Zelanda la casa produttrice ha deciso di lanciarlo vendendolo direttamente nelle palestre e nelle piscine tramite i comuni distributori di bibite, dato che la confezione è una comune borraccia d'acqua, ovviamente piena.
Ecco di seguito il video promozionale:
Certo che comprare un apparecchio del genere a forza di monetine e senza poterlo usare subito (dato che va caricato e ci vanno inserite le canzoni dentro) non mi sembra il massimo della praticità. Di fronte a queste iniziative sorge sempre il dubbio: sarà vero oppure è solo una trovata per far parlare del prodotto? Voi che ne pensate?
Altre giapponeserie viste:
- Reggiseno dell'amore
- Invenzioni miste
- Tecno-WC
- Accessori per cellulari
- Coda per uomini
- Stampati la tua statua
- Cestino-robot
- Simulatore di chiappe
- Moto...WC
- Accessori da gatto
- Tuta per simulare la gravidanza
- Raddrizza naso
- Ballando col mal di pancia...
- Prodotti vari
- Cravatta con ventilatore
- Porta-anguria da passeggio
27 giugno 2013
Non ci sono più i gatti di una volta...
... o meglio, non ci sono più i proprietari di una volta. Una volta i gatti di casa stavano al massimo sul cuscino del divano a farsi un pisolino, e se arrivava qualcuno venivano buttati giù senza problemi. Adesso invece sono ultra-coccolati, viziati e la fanno da padroni loro: in casa di un mio amico se arriva il gatto gli si lascia il posto sulla poltrona più comoda!
Ma il top l'ho visto l'altro giorno in un negozio di articoli per animali, e lo vedete quì sotto:
![]() |
| L'amaca da termosifone! |
Ebbene si, è un'amaca da agganciare al termosifone per far dormire i gatti comodi al caldo in inverno! Come se i gatti avessero bisogno di aiuto per trovare i posticini più comodi e caldi. Non l'ho inserta tra le giapponeserie che ogni tanto segnalo perché è pensata quì da noi, ma ci sarebbe stata bene.
Secondo me gli animali vanno si tarattati con amore e rispetto, ma sempre da animali, senza cercare di viziarli eccessivamente o di fagli prendere il posto affettivo di altre persone. Del resto, cosa c'è di più ridicolo di quelli che portano a giro un cane vestito con cappotto e scarpine, o addirittura lo portano nel passeggino?
28 gennaio 2013
Giapponeserie: coda per uomini
Dal Giappone arriva l'ennesima folle trovata: la coda per esseri umani. Si chiama "Shippo", nome che sembra preso da un personaggio di un manga giapponese, ed è proprio una lunga coda pelosa attaccata ad una cintura che si mette intorno alla vita. La coda è collegata a dei sensori: una volta agganciato alla propria schiena,
il meccanismo collega la coda, con connessione wi-fi, a un casco dotato
di sensori che captano le onde cerebrali via bluetooth. In questo modo,
la coda inizia a muoversi dondolando di qua e di là proprio come fa la coda di un cane registrando lo stato d'animo.
| Sembra presa da un manga... |
Inoltre, l'umore registrato dai sensori puo' essere anche condiviso con i propri amici sui social
network, grazie alle app che diffondono via Facebook e Twitter informazioni circa il
proprio umore. In questo modo, ad esempio, molti "status umorali" presi
insieme potranno fornire una sorta di mappa dei luoghi che vengono
ritenuti piu' rilassanti. In pratica, si avrebbe una nuova frontiera della condivisone: basta con le semplici foto, mettiamo in comune anche l'umore...
Certo che non ci vedrei andare a giro così conciati molte persone: a parte carnevale, o qualche cosplayer di manga, bisogna proprio essere con la mentalità giapponese per portare a giro la propria coda a scodinzolare a mo' di cagnolino...
Altre giapponeserie viste:
26 novembre 2012
Giapponeserie: stampati la tua statua
Quante volte ci siamo fatti una foto per ricordarci di come eravamo in un determinato momento? Evidentetemente questa necessità è molto diffusa, poiché dalle foto siamo passati ai filmati, alle foto 3D e poi? Se una semplice foto non ci basta più, in Giappone (e dove se no?) sono arrivati alla nuova frontiera nel campo dell'immagine-ricordo: una statua-autoritratto!
In pratica si tratta di una cabina simile a quella delle fototessere: si entra ed un sensore laser tridimensionale ci scansiona, acquisendo tutte le informazioni sul quello che ha davanti per poi riprodurlo in scala con una stampante tridimensionale. Certo il processo non è rapido come per farsi una fotografia, poiché si deve stare fermi in posa per circa un quarto d'ora, ma vuoi mettere la soddisfazione di avere una statuetta che è la copia esatta di te stesso? Il costo è ancora elevato, poiché occorrono oltre 400€ (si, proprio quattrocento) per avere una di queste statuette alte una ventina di centimetri, ma si può risparmiare facendosela fare come gruppo. Per adesso si deve andare in in Giappone per averle, ma state tranquilli che prima o poi arriveranno anche da noi. Se poi qualcuno è interessato, io me ne farei fare volentieri una da ricevere come regalo di Natale...
Altre giapponeserie viste:
27 ottobre 2012
Giapponeserie: cestino-robot
Se come me siete disordinati, e quando buttate via qualcosa dopo un po' ve lo ritrovate per terra, potete provare a fare come questo giapponese, che ha realizzato nientemeno che un cestino-robot che prende al volo le cartacce che gli lancia.
In effetti la realizzazione non è niente di più che un progetto sperimentale, ma la cosa è carina, suscettibile di una maggior attenzione. Il progetto poi usa componenti che si trovano già pronti sul mercato a basso costo, come il sensore Kinect delle consolle per videogiochi Xbox 360.
Ecco quì il video del robot acchiappa cartacce in azione:
Speriamo che cose simili, con una certa utilità, si sviluppino sul mercato, invece di rimanere allo stato di curiosità giapponesi...
Altre giapponeserie viste:
15 dicembre 2011
Giapponeserie: accessori da gatto
Oggi alcune piccole chicche per gli amanti dei felini: si inizia con la cintura che serve a portare a giro il gatto di casa! In realtà penso che sia molto scomoda per il gatto in questione, mi sembra un po' costretto, forse è meglio la classica gabbietta.
| Ma il gatto ci sta comodo o è solo terrorizzato? |
Certamente è meglio di quest'altra (chiarisco che quest'ultima non esiste, è solo una presa in giro).
Altro gadget utilissimo questo traduttore per i miagolii, utile per capire cosa dice il felino: l'unico problema è che lo traduce in giapponese... Certo che da come si comportano i gatti forse è meglio non sapere quello di cui parlano, si evitano brutte sorprese.
![]() |
| Dall'espressione mi sembra perplesso sul funzionamento anche il micio... |
Se poi avete un gatto che si fa' i comodi suoi, potete provare questo telecomando per gatti (forse non proprio giapponese di ideazione, ma sicuramente lo è in spirito) Con questo potete cercare di far fare al gatto quello che volete: secondo me non funziona, ma se provate fatemelo sapere.
- Tuta per simulare la gravidanza
- Raddrizza naso
- Ballando col mal di pancia...
- Prodotti vari
- Cravatta con ventilatore
- Porta-anguria da passeggio
24 settembre 2011
Giapponeserie: tuta per simulare la gravidanza
Questa ancora mi mancava: sapevo che i giapponesi nel campo delle invenzioni più assurde sono capaci di tutto, ma una tuta pensata per simulare una gravidanza non me la sarei mai aspettata. Pensata per i futuri papà che vogliono provare le sensazioni che sente la moglie con il pancione, questa specie di tunica elettronica è dotata all'interno di palloncini che si gonfiano e si sgonfiano simulano i movimenti del nascituro,
compresi i calcetti, mentre dei dispositivi che vibrano danno
la sensazione che il feto si muove all'interno della pancia. Non manca poi un contenitore con all'interno ben quattro litri di acqua calda per simulare il peso del bambino e la temperatura del pancione. L'interazione tra il genitore ed il bebè simulato non è però a senso unico: ci sono accelerometri che registrano i movimento del genitore, per reagire a quelli troppo bruschi, e sensori sulla superficie della simul-pancia per captare le carezza ed i tocchi delle mani. La tuta non è stata realizzata da dei padri particolarmente ansiosi, ma dall'Advanced Institute of Science and Technology del Giappone.
Certamente vi starete domandando a cosa serve tutto questo: è vero che, specialmente dopo aver avuto figli, continuo a chiedermi cosa provano le donne in questa fase così particolare della loro vita, ma non mi sembra certo un'esperienza che possa essere vissuta in un simulatore. Oltretutto i movimenti, essendo sempre all'esterno della pancia reale, non danno certo le stesse sensazioni che si possono avere sentendo un bimbo che cresce dentro di te.
Comunque se vi interessa vederla in funzione trovate dei video esplicativi sul funzionamento e sull'esperienza quì e quì. Fatemi sapere cosa ne pensate...
Altre giapponeserie viste:
- Raddrizza naso
- Ballando col mal di pancia...
- Prodotti vari
- Cravatta con ventilatore
- Porta-anguria da passeggio
20 aprile 2010
eMagazine: DDay Magazine
Uno dei siti che visito più spesso, e che ho già rammentato su queste pagine, è DDay.it, un sito che tratta di elettronica di consumo in tutte le sue forme (TV, radio, macchine fotografiche, videocamere, gadget elettronici, ...), con una community che dibatte su questi argomenti, e dove potete trovare anche i miei interventi. Il sito è molto ben fatto, con recensori esperti e competenti sulle loro materie e che non temono di fare critiche quando sono meritate.
E' con piacere quindi che oggi ho letto dell'ultima novità del sito: una rivista in formato elettronico, DDay Magazine, scaricabile liberamente in formato pdf e ridistribuibile. Sapete già che questi eMagazine li considero una delle cose ottime del web 2.0, come ho già scritto altre volte. Ovviamente me la sono subito scaricata, e la prima impressione è molto positiva. Comunque, non appena avrò finito di leggerla farò un commento più preciso. Scaricatela anche voi da qui e leggetela.
Dopo essermi letto tutta la rivista confermo il mio primo giudizio. Gli articoli sono buoni, anche se, essendo una leggera riscrittura di quanto già postato sul sito, sanno un po di deja-vu per chi, come me, lo segue tutti i giorni. E' certamente un'ottima occasione per mantenersi informati su quanto tratta DDay.it in poco tempo una volta ogni 15 giorni (che è la periodicità prevista dell'eMagazine). Unico punto stonato la pubblicità, che porta via almeno la metà della pubblicazione. Comunque da seguire. E voi, l'avete letta? Che ne pensate?
E' con piacere quindi che oggi ho letto dell'ultima novità del sito: una rivista in formato elettronico, DDay Magazine, scaricabile liberamente in formato pdf e ridistribuibile. Sapete già che questi eMagazine li considero una delle cose ottime del web 2.0, come ho già scritto altre volte. Ovviamente me la sono subito scaricata, e la prima impressione è molto positiva. Comunque, non appena avrò finito di leggerla farò un commento più preciso. Scaricatela anche voi da qui e leggetela.
AGGIORNAMENTO 21-04-2010
Dopo essermi letto tutta la rivista confermo il mio primo giudizio. Gli articoli sono buoni, anche se, essendo una leggera riscrittura di quanto già postato sul sito, sanno un po di deja-vu per chi, come me, lo segue tutti i giorni. E' certamente un'ottima occasione per mantenersi informati su quanto tratta DDay.it in poco tempo una volta ogni 15 giorni (che è la periodicità prevista dell'eMagazine). Unico punto stonato la pubblicità, che porta via almeno la metà della pubblicazione. Comunque da seguire. E voi, l'avete letta? Che ne pensate?
20 gennaio 2010
Accessori per un orsetto geek
Ho già detto in questo post di quanto mi piaccia Wired come rivista e dell'attenzione che mette verso gli abbonati. Oggi però vorrei parlare di una nota (in parte) negativa: l'insistenza con cui tentano di farti rinnovare prima possibile l'abbonamento. Mi spiego meglio: io mi sono abbonato non appena ho saputo che la rivista usciva in edizione italiana, e con un'offerta che ti permetteva di abbonarti per 2 (due) anni, e cosi sono a posto fino all'inizio del 2011. Però, già da poco dopo l'inizio dell'invio della rivista, mi sono cominciate ad arrivare offerte di rinnovo dell'abbonamento, in maniera anche un po noiosa: perché continui a mandarmi richieste di rinnovo se mi manca più di un anno alla scadenza? Ebbasta!
L'ultima mi è arrivata l'altro giorno, in un'elegante busta nera, con in più una piccola sorpresa: una mini-maglietta formato Barbie, come campione di quella in regalo se rinnovo. Carina, ma a cosa serve? Me lo chiedeva anche il mio amico Fabio, mostrandomela via Skype. A trovare una risposta all'amletico dubbio ci ha pensato mia figlia (la grande), che l'ha presa mettendola ad un orsetto di pezza, con questo risultato:
E voilà, ecco a voi il primo orsetto geek della storia. Il mio solo dubbio: quanto ci mancherà perché anche l'orsetto mi chieda un cellulare personale (anzi, essendo diventato geek, uno smartphone)?
L'ultima mi è arrivata l'altro giorno, in un'elegante busta nera, con in più una piccola sorpresa: una mini-maglietta formato Barbie, come campione di quella in regalo se rinnovo. Carina, ma a cosa serve? Me lo chiedeva anche il mio amico Fabio, mostrandomela via Skype. A trovare una risposta all'amletico dubbio ci ha pensato mia figlia (la grande), che l'ha presa mettendola ad un orsetto di pezza, con questo risultato:
E voilà, ecco a voi il primo orsetto geek della storia. Il mio solo dubbio: quanto ci mancherà perché anche l'orsetto mi chieda un cellulare personale (anzi, essendo diventato geek, uno smartphone)?
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