...fermarsi ogni tanto sulle rive di questo mare che è la vita a narrare quello che vedo tra le onde...
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21 aprile 2012

Insoddisfacente, mr. Wolfe

Tra le mie tante passioni, un posto speciale merita la letteratura cosiddetta "gialla". I libri gialli, specialmente quelli classici, sono per me uno dei passatempi preferiti. Ovviamente la predilezione si estende anche ai film ed ai telefilm. In questi ultimi, serie del calibro di NCIS e Castle, ma anche i nostrani RIS, sono tra le mie preferite.
Per questo motivo ero molto curioso di vedere la nuova versione delle avventure di Nero Wolfe, tratte dai libri di Rex Stout, fatta dalla RAI. Dico nuova perché una storica versione fu' fatta già negli anni '60, con protagonisti il grande Tino Buazzelli e Paolo Ferrari, ed è una di quelle serie che è rimasta nella storia della televisione.
Le prospettive sembravano buone, ma purtroppo non si sono avverate. Innanzitutto l'ambientazione: la serie è ambientata negli anni 50, che va anche bene considerando che i romanzi sono stati scritti dagli anni '30 agli anni '70, ma, probabilmente per risparmiare, le storie sono state trasposte da New York a Roma. Quindi tutti i riferimenti alla società ed ai personaggi, oltre che ai luoghi, non tornano più. E' quasi ridicolo vedere la coppia di detective che si muove per la città vecchia (anzi, correttamente si muove il solo Archie Goodwing, l'assistente), invece che nei quartieri statunitensi. E pensare che i romanzi, essendo basati su di un detective che non si muove mai da casa sua, sono ideali per essere fatti praticamente solo con riprese d'interni, senza scomodare la troupe per riprese in America...
E se le trame, abbastanza fedeli ai romanzi, sono buone ed abbastanza avvincenti, il disastro si ha sulla caratterizzazione dei personaggi e sulla recitazione degli attori. I personaggi, salvo rare eccezioni, sono rappresentati abbastanza superficialmente, lontani dalla descrizione a tutto tondo che ne faceva Rex Stout. Quelli poi che non sono presenti nei romanzi, ma che sono adattamenti locali di quelli presenti in America come l'informatore, il commissario o la giornalista risultano macchiette, quasi ridicoli nei loro comportamenti. Gli attori poi hanno una recitazione mai brillante, abbastanza legnosa. Si salvano solo Pannofino, grande interprete, che però in questo caso sembra lavorare un po' sottotono (e poi gli mancano almeno 20 Kg per avere la stazza fisica necessaria ad interpretare un personaggio pesante "un ottavo di tonnellata"), e Andy Luotto, che interpreta il cuoco, probabilmente perché è un vero chef. Sermonti, che interpreta l'assistente Archie Goodwin, personaggio chiave su cui i racconti si basano, è poi probabilmente il peggiore: dovrebbe interpretare un uomo brillante, donnaiolo e d'azione, invece sembra una statua piantato in mezzo alla scena, che si limita a dire le sue battute senza alcuna verve.
Peccato, perché l'occasione era ghiotta e una rinfrescata al personaggio poteva dare degli ottimi risultati come è successo recentemente per Sherlock Holmes nella serie "Sherlock" fatta recentemente dalla BBC. Come direbbe lo stesso Wolfe: "Per nulla soddisfacente"!

10 dicembre 2011

Programmi... mancanti

Con il passaggio della TV al digitale anche nella mia zona (di cui avevo parlato poco tempo fa) ho notato una cosa forse ovvia: i canali disponibili sono aumentati a dismisura, ma l'informazione relativa ai programmi manca. Mi spiego meglio: su tutti i giornali si trova la classica pagina dei programmi televisivi, più o meno completa. Se ci fate caso, ci si trovano i programmi dei classici canali nazionali vecchio stile, Rai + Mediaset + La7 ed eventualmente qualcun altro. A questi spesso sono affiancati alcuni programmi del satellite o di canali digitali a pagamento, ma non quelli della sfilza (solo da me siamo ben oltre il centinaio) che sono stati resi visibili nel passaggio al sistema digitale.
Il punto è proprio questo: perché continuano a darci i programmi di pochi canali e non ci informano dei programmi di tutti quegli altri che sono disponibili? Spesso è proprio in questi canali che ci sono i programmi più interessanti. Molti sono canali tematici, e per gli appassionati sono più godibili degli altri generalisti. So bene che dare la programmazione completa di tutti i canali sarebbe impossibile per un quotidiano (a meno che non dedichi diverse pagine ai programmi TV, cosa che sicuramente nessun giornale vuole fare), ma almeno i canali principali a livello nazionale ci starebbero benissimo, anche in sunto. Lo spazio c'è, dato che molti quotidiani pubblicano la programmazione di canali satellitari o digitali terrestri a pagamento, cosa abbastanza inutile: infatti chi è abbonato al satellite ha già una rivista apposita che arriva a casa con i programmi di tutti i canali satellitari, e chi ha la pay-tv sa già con altri mezzi quali sono i programmi trasmessi.
E quindi, perché non lo fanno? Pigrizia mentale nel considerare le cose come sono sempre state oppure è più conveniente per qualcuno non considerare questi canali? Ditemi cosa ne pensate.

19 novembre 2011

Giorni senza TV

In questi giorni nella mia zona è stato effettuato lo switch-off, cioè il passaggio della TV completamente al sistema di trasmissione digitale. In molti hanno avuto problemi, e data la mia fama di "tecnico" mi sono trovato a consigliare ed a sistemare i TV di parenti ed amici. Devo dire che la maggior parte dei problemi sono dovuti al fatto che molti sono arrivati impreparati, anche se erano anni che si sapeva di questo passaggio.
Invece in famiglia, anche se mi ero preparato per tempo,  non ho ancora fatto la risintonizzazione dei decoder digitali, ed adesso non vedo più la TV. Prima che vi mettiate a citare il proverbio "il figlio del calzolaio va scalzo" devo dirvi che questa è stata una scelta voluta, presa in accordo con la moglie, per vedere come riusciamo a stare per un periodo senza TV, sopratutto i bimbi. Non è certo la prima volta che si fa un'esperienza del genere, quando si va in ferie da qualche parte di solito non abbiamo la TV, ma è il primo tentativo del genere che facciamo a casa. Devo dire che l'esperienza è positiva, i figli, che a volte è problematico riuscire a staccare dal televisore anche per farli venire a mangiare (figuriamoci per fare i compiti), dato che la TV non è disponibile semplicemente fanno altro: giocano tra di loro (od ai videogiochi), leggono, chiamano gli amici al telefono, vanno su internet, insomma si inventano qualcosa d'altro da fare. Sicuramente appena risintonizzerò la televisione torneranno a guardarla come prima, ma l'esperienza mi sembra positiva: è la prova che stiamo riuscendo a crescerli in maniera che non siano passivi di fronte alle cose che gli sono proposte, ma che sanno scegliere e adattare le loro esigenze a ciò che hanno come possibilità. Per i bimbi di oggi (ma in fondo anche di ieri) non è poco.

27 aprile 2011

Condizionamenti televisivi

Ieri sera mio figlio di mezzo chiede: "posso vedere l film che c'è stasera su quel tal canale?" Il film in questione, molto lungo, finisce dopo mezzanotte. Oltretutto "l'hai già visto, lo abbiamo in DVD". "Si, ma voglio rivederlo"... Alla fine optiamo per un compromesso: guardalo in DVD, così evitiamo tutta la pubblicità, comincia prima che in TV (ma perché la chiamano prima serata se comincia alle nove e mezzo?) e così finisci di vederlo ad un'ora decente, anche se la mattina può dormire perché la scuola non è ancora ricominciata dalle vacanza pasquali.
La vicenda mi suggerisce una constatazione: se non ci fosse stato il film in TV mio figlio non avrebbe pensato di guardarlo. Non solo: mi ha anche detto che c'è più gusto a guardarlo in TV che a vederlo in DVD. Pensiamoci bene: abbiamo in casa tanti DVD (o similari), ma la cosa a cui pensiamo sono spesso i programmi TV della serata, senza dire che oggi avrei voglia di... Ciò è il sintomo di come la TV ci condiziona nelle scelte: noi scegliamo cosa vedere (ma non solo) in base a cosa ci propongono, e non secondo i desideri che abbiamo in quel momento. Anzi, i desideri ci vengono a seconda di cosa ci viene proposto. Probabilmente è anche per questo che certi programmi-spazzatura hanno successo anche senza avere niente dentro da proporre. E se questo è valido per i programmi televisivi, figuriamoci per le opinioni e ed i messaggi morali che ci vengono propugnati! I ragazzi, ma anche gli adulti, li assorbono e li fanno propri acriticamente, senza nemmeno accorgersene.
Forse è il caso che noi genitori stiamo accanto ai figli quando guardano la TV (io e la moglie lo facciamo), per decidere cosa vedere e parlare insieme di quello che hanno visto, in maniera critica. E sopratutto di invogliarli a spegnerla, per fare insieme altre cose. Si, lo so, ci vuole volontà di mettersi in gioco e bisogna vincere la pigrizia che ci farebbe tendere a riposare, ma i risultati, specie per i bimbi, alla lunga si vedono: meno ricerca della TV a tutte le ore e una maniera di vivere più serena e attiva, spiritualmente e intellettivamente più appagante. Non trovate?

16 novembre 2010

Podcast che passione: La rosa purpurea

Come ho detto in un post precedente una delle mie passioni è il cinema. E quindi, oltre riviste on-line come Primissima mi tengo informato anche con le trasmissioni radio sull'argomento, ovviamente ascoltate tramite podcast, dato lo scarso tempo a disposizione e l'orario a volte infelice in cui le trasmettono. Dopo quello relativo a "Cellulite e Celluloide" voglio parlare di un'altra trasmissione a mio parere ben fatta, "La Rosa Purpurea". La trasmissione, mandata in onda da Radio24, una radio con delle altre buone trasmissioni (di cui parlerò presto), prende ispirazione nel titolo dal film di Woody Allen "La rosa purpurea del Cairo", splendido film sul rapporto tra le fantasie che ispira il cinema e la realtà.
La trasmissione, in onda il sabato pomeriggio (in replica la domenica), presenta la recensione dei principali film in uscita nella settimana, scegliendo quelli a loro parere più interessanti (scelta a volte opinabile se escono molti film), la classifica degli incassi cinematografici della settimana precedente ed interviste a protagonisti del cinema od organizzatori di eventi cinematografici. Presenti ogni volta alcune rubriche, tra cui la presentazione del trailer di un film in uscita negli USA, la segnalazione dei film più interessanti trasmessi in TV (non a pagamento) nella settimana seguente e la recensione di alcuni DVD o BlueRay in uscita. Ed a questa rubrica è legato un quiz tenuto nella trasmissione: vengono fatti sentire, durante la puntata, tre brevi brani di un film, ed ai primi che gli inviano un email con il titolo del film in questione viene regalato il DVD relativo. I vincitori sono annunciati la settimana seguente, insieme con la soluzione del quiz, sempre legata ad un DVD/BR in uscita sul mercato.
La trasmissione mi piace abbastanza, tiene aggiornato in maniera costante sul mondo delle novità sia cinematografiche che in Home video, anche se le recensioni ogni tanto non le trovo molto condivisibili: a volte mi sembrano troppo dure, stroncando immeritatamente dei film forse considerati troppo commerciali, a volte troppo benevolenti, con film un po' difficili o forse con ammiccamenti ad alcune case produttrici. Nel complesso comunque un podcast da seguire se, come me, siete appassionati di cinema. Scaricatelo da qui e fatemi sapere cosa ne pensate.

Altri podcast che ascolto:

9 novembre 2010

It's wonderful...

Vedevo ieri sera la trasmissione di Fazio e Saviano "Vieni via con me", che ha già provocato un mare di polemiche ancora prima di essere realizzata. La cosa che mi ha colpito è che si invita a fare, tramite il sito web della trasmissione, liste di motivi per cui la gente dovrebbe restare in Italia o per cui se ne dovrebbe andare, liste che sono poi lette in trasmissione.
Bisognerebbe sempre ricordarsi cosa diceva Mark Twain: "Amo il mio paese perché è il mio paese". Forse solo in Italia siamo probabilmente così bischeri da chiedersi se andare via o restare, invece di capire che se c'è qualcosa che non ci piace nella nostra patria bisogna impegnarsi e darsi da fare per migliorarla.
Così mi sembrano scritte pensando all'Italia le parole della canzone di Paolo Conte che da il titolo alla trasmissione, anche se in inglese: 

"It's wonderful, it's wonderful, it's wonderful,
good luck my baby, 
it's wonderful, it's wonderful, it's wonderful, 
I dream of you...."

16 aprile 2010

3D: solo lontano dal balcone o se non sei incinta

Ho già parlato tempo fa del pasticcio degli occhiali 3D monouso, ma
adesso che cominciano ad uscire le prime TV che permettono la visone in
3D si scopre che le stesse avrebbero dei limiti di sicurezza: come
riportato dal sito DDay.it, la Samsung, uno dei principali produttori
di TV, nelle informazioni di sicurezza "sconsiglia la visone di video
3D a donne in gravidanza, anziani," ... ed inoltre riporta di "NON
utilizzare questo prodotto vicino a scale, cavi, balconi" (il maiuscolo
del non è testuale).
Per me sono solo le solite prudenze da
dipartimento legale di grande azienda, per impedire eventuali richieste
di danni, ma adesso sembra che davvero esagerino... Che ne pensate?

20 febbraio 2010

Come evitare il festival e vivere felici

Il metodo ideale per riuscire a evitare il Festival di Sanremo: il TV che si guasta e non lo riparano sino alla prossima settimana: evvai!!! :-)

28 gennaio 2010

Favolosi '80

Come riporto anche nel mio profilo, ritengo che gli anni 80 siano
statii migliori dello scorso secolo: sarà che ero giovane, sarà che si
pensava a divertirsi, sarà…. sono sempre più convinto che sono stati
ottimi.
Però, chissà perché, quei programmi in TV ad effetto nostalgia
che ne parlano, a me che li ho vissuti e che mi sembrano sempre ieri,
mi fanno sentire vecchio…
E voi, come vi sentite? Sono gli anni 80 che
vi danno nostalgia oppure qualcos'altro?

17 gennaio 2010

Una risata dal passato

Oggi domenica casalinga, e ne abbiamo approfittato, con la moglie, per vedere (lei e rivedere io) in dvd una commedia musicale con il grande Gino Bramieri, "La vita comincia ogni mattina". L'avevo vista a teatro quasi trent'anni fa, ed era stata una delle occasioni in cui avevo riso di più ad uno spettacolo in vita mia. Personalmente adoro le commedie musicali, specialmente quelle che ci proponevano il duo "Garinei e Giovannini".
La domanda, come direbbe qualcuno, sorge spontanea: perché in TV non si vede praticamente più teatro? Eppure sono dei bellissimi spettacoli. Un tempo la RAI aveva l'ottima abitudine di riprendere e trasmettere dopo qualche anno le migliori commedie (e non) dei grandi del teatro italiano, adesso invece tutto latita...
Probabilmente avrebbero successo, specie se paragonate a cosa si trasmette oggi al loro posto.
Cosa ne pensate?

9 gennaio 2010

Oroscopo e previsioni, non se ne può più (e mai che ci indovinino)

Come non essere d'accordo con Marcello Veneziani, quando scrive che "i furbetti dell'oroscopo hanno rotto!" Non se ne può più di previsioni di maghi, astrologi, veggenti e compagnia cantando, che all'inizio di ogni anno ci inondano di previsioni e vaticini. Come afferma Veneziani "Infine aggiungo che non ce l’ho contro i maghi. Se Marzullo parla di libri e Di Pietro di politica, anche loro possono parlare di astri in tv.", ma non ha senso, a mio giudizio, che in TV o sui giornali, che dovrebbero (il condizionale è d'obbligo) essere organi di informazione, vengano spacciate previsioni astrologiche e similari come cose reali.
Peccato che poi nessuno di quelli che li fanno, a fine anno vada poi in tv a rendere conto se quello che ha previsto si è verificato oppure no (e se ne vedrebbero delle belle). Lo fa invece il CICAP, il Comitato Italiano per il Controllo delle Affermazioni sul Paranormale, che tutti gli anni controlla se le affermazioni di astrologi e veggenti fatte l'anno prima si sono verificate. Risultato? Un disastro.
E voi, agli oroscopi credete oppure no? E le affermazioni che fanno (non quelle generiche) si son verificate? Scrivetemelo, sono curioso di sapere l'opinione di chi mi legge.