...fermarsi ogni tanto sulle rive di questo mare che è la vita a narrare quello che vedo tra le onde...
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28 luglio 2015

Ciao Attila, piccola civetta

Una delle peculiarità di vivere in periferia di una piccola cittadina, al confine con la campagna, in una casa con un (piccolo) giardino, è che ti puoi trovare faccia a faccia con un qualche animale. E non sto parlando dei miei gatti odi quelli dei vicini che circolano liberamente nei vari giardini, ne dei cani che vengono portati a passeggio dei loro proprietari, e nemmeno d piccioni od uccellini che svolazzano in giro. Ci possono essere degli incontri con animali selvatici che capitano in giro in cerca di cibo, posti adatti per un nido od una tana o perché si sperdono. Per esempio, lo scorso anno ho avuto la ventura di avere una famiglia di ricci che ha fatto i cuccioli nello stanzino della caldaia, complice lo sportello di sfiato nella porta sempre spalancato.

Perciò mi ha meravigliato sino ad un certo punto l’aver trovato in terra dietro casa una piccola pallina di piume grigie con due occhietti gialli e vispi che mi guardava un po’ spaventata.

30 agosto 2013

Sentieri di montagna in città

Duri sentieri su cui arrampicarsi...
Reduce da qualche giorno di vacanza e di riposo in montagna, mi sono ricaricato le batterie con lunghe passeggiate con la famiglia lungo i sentieri appenninici. Camminando nei boschi, ho notato che i rapporti che si hanno con gli altri in questi posti sono differenti da quelli che intratteniamo di solito, più aperti e cordiali. Quando si incrociano altre persone durante le camminate ci si scambia un saluto, anche con persone che non si conoscono e che non abbiamo mai visti prima. Un’abitudine forse nata per assicurarsi reciprocamente che quanti incontriamo siano a posto e non abbiano bisogno di aiuto (in montagna, specialmente quando non c’erano i cellulari, poteva essere difficile chiamare i soccorsi), ma che è diventata un segno distintivo dell’avvicinamento con la natura e con gli altri che si ha i quei luoghi.
Quello che mi è venuto spontaneo chiedermi è stato: ma perché non ci comportiamo così anche nella vita di tutti i giorni? E vero che di solito ci comportiamo con cortesia (o almeno ci piace pensarlo), ma sicuramente quando andiamo a giro per strada non ci mettiamo a salutare tutte le persone che incontriamo. E’ vero che forse sarebbe impossibile, specialmente nella folla di una grande citta, ma un piccolo sforzo a salutare le persone che ci sono accanto mentre aspettiamo al semaforo, quando saliamo in ascensore oppure se siamo in code ad una cassa od ad uno sportello non ci costa niente, e sicuramente sarebbe apprezzato. In fondo, se ci pensiamo, anche queste persone che incontriamo sono, come dice la Bibbia, il nostro prossimo, ed una piccola cortesia verso di loro mi sembra il minimo.
Invito quindi i (pochi) lettori ad fare una prova: salutiamo gli altri quando li incontriamo, sia per strada, che in un ufficio od in altri luoghi. I risultati potrebbero essere molto interessanti...

21 giugno 2011

Scuola di volo per rondini

La telefonata è arrivata l'altra sera: mio cognato mi chiama e fa: "Perché non venite a cena da noi? Così faccio vedere ai bimbi la scuola di volo delle rondini". Detto fatto, imbarco moglie e figli in macchina ed andiamo a casa di mia sorella. Mio cognato ha uno stanzone all'esterno della casa con una particolarità: usata per tenerci degli attrezzi, ha un solaio a travi e delle finestrine tenute sempre aperte, per cui ci sono delle rondini che hanno preso l'abitudine di entrare e fare il nido all'interno, ritornando di anno in anno. Di questi tempi i rondinotti sono cresciuti e cominciano a volare, ed i genitori sono all'interno che gli fanno vedere come fare e seguono i primi voli, fatti all'interno di questo stanzone: una vera scuola di volo della natura.
I bimbi, specialmente il più piccolo, sono sempre meravigliati di queste cose. Come per le lucciole, anche qui la natura si mostra in uno dei suoi aspetti più poetici. Ma forse sono anch'io che mi immedesimo in quelle rondini-genitori che fanno scuola ai loro piccoli...

14 giugno 2011

A caccia di lucciole

Foto di Selena Maestrini
  "Lucciola lucciola vien da me,
   ti darò il pan del re,
   il pan del re e della regina,
   lucciola lucciola vieni vicina..."

Così da piccoli si cantava questa filastrocca nelle sere di maggio, quando uscendo fuori (sono cresciuto in un piccolo paese di campagna) andavamo a caccia di lucciole. A quei tempi i campi erano pieni di puntini luminosi che lampeggiavano dappertutto, e ci sembrava che fosse una cosa magica. Preso uno di quegli animaletti, lo mettevamo sotto un bicchiere sul comodino, per poi la mattina dopo al risveglio trovarci una moneta.
Ma oggi, ci sono ancora le lucciole? Purtroppo nei campi se ne vedono meno di qualche anno fa, e molto poche nelle vicinanze della città. Tra insetticidi in agricoltura e inquinamento luminoso sono molto diminuite, nonostante che siano utilissime nell'ecosistema.
Per riuscire a far vedere ai miei figli uno spettacolo della natura che spero non scompaia l'atra sera siamo usciti a caccia di lucciole. Andando in campagna, girando tra i campi in zone non ancora (troppo) illuminate artificialmente siamo riusciti a trovare queste lucine lampeggianti che vagavano nella notte, nonostante la stagione sia un po' tarda per questi insetti. Acchiappate senza fargli male, con le mani a coppa mentre volano, abbiamo visto questi insetti che vanno in giro con il buio per riuscire a trovarsi tramite la loro luce. Ovviamente non le abbiamo prese per metterle in sotto un bicchiere, ma gli abbiamo dato la libertà per far si che continuino il loro ciclo naturale. I figli, specialmente il più piccolo, sono rimasti incantati a guardale lampeggiare in aria allontanandosi, spettacolo più suggestivo di qualsiasi trasmissione TV o videogioco di questo mondo...