...fermarsi ogni tanto sulle rive di questo mare che è la vita a narrare quello che vedo tra le onde...
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15 maggio 2013

Continua la caccia al 5x1000

Anche quest’anno, come al solito di questo periodo, si è scatenata quella che avevo già definito “la caccia al 5x1000”, cioè la richiesta, da parte di molte associazioni, di far destinare a loro la quota che la legge prevede vada per finalità sociali delle tasse che noi cittadini paghiamo.
In effetti, data la crisi economica che ci sta attanagliando, è facile capire che le donazioni verso gli enti benefici e le associazioni caritatevoli, culturali, sportive e simili siano molto calate in questi ultimi anni, e questa quota derivata dalle tasse è una fonte di introiti che, non costando niente ai cittadini, è sicuramente utile per riuscire a portare avanti le proprie finalità.  
Rispetto agli scorsi anni, mi sembra che  oggi la competizione si sia fatta però più agguerrita. Mai come in questi giorni ho notato spot alla tv, sui giornali e soprattutto alla radio, evidentemente percepita come mezzo per raggiungere un vasto pubblico a costi bassi. Anche sui vari social network, specialmente su Twitter, noto un gran fermento di richieste di donazione della quota alle più disparate associazioni.
Per parte mia, io anche quest’anno devolverò la mia quota a favore dell’associazione "noI per L'AfRIcA e il mondo", di cui ho già scritto in passato, che porta avanti le opere di Suor Ilaria,  perché so che lavorano seriamente e che i soldi che vanno a loro sono soldi che effettivamente sono usati per fare del bene a chi, in altre parti del mondo, ha davvero bisogno. Invito tutti voi che mi leggete ad andare sul sito dell’associazione per controllare quello che fanno, ed a devolvere a loro, indicando il codice 930591000508 nello spazio sulla dichiarazione dei redditi. Non costa nulla ma fa davvero molto.

10 maggio 2011

La caccia al 5xMille

Come ogni anno, si sta avvicinando la scadenza della dichiarazione dei redditi. Tra CUD, 730, Unico e altra modulistica varia tutti stiamo preparandoci per fornire i dati al fisco. Ed all'interno della dichiarazione dei redditi ci sono due scelte importanti da fare: i cosiddetti 8perMille e 5perMille.
Il primo è destinato alle varie rappresentanze religiose in Italia per fare opere sociali e caritative, mentre il secondo può essere destinato alle associazioni senza fini di lucro che ne facciano richiesta. Un differenza importante è che se non si decide a chi destinarlo l'8perMille viene suddiviso in base alle scelte complessive di chi fa la dichiarazione dei redditi, mentre il 5perMille se non si decide a chi destinarlo non viene erogato e rimane allo stato.
A ricordare che questa scadenza si avvicina ci pensano le associazioni che vogliono ricevere i contributi del 5perMille: cominciano a bombardarci con spot, annunci, lettere e altre forme di pubblicità, in aumento man mano che ci si avvicina alle date ultime di presentazione delle varie denunce. Ci sono moltissime associazioni che si mettono "a caccia" di questi contributi. Ormai quasi tutti i giorni mi arriva qualche lettera che mi chiede di destinare a loro la mia quota, da parte di tutti i tipi di associazioni, caritative, sportive, culturali, ecc. ecc. Anche sui quotidiani si leggono annunci (ovviamente a pagamento) con questi inviti, e spuntano manifesti, spot radio e persino in TV. Mi rendo conto che per molte associazioni queste donazioni costituiscono una forma d'introito spesso vitale, ma siamo sicuri che le spese effettuate per questi annunci valgono la candela? Mandare lettere, fare annunci sono operazioni con un loro costo, e questo va detratto da quanto ricevono, Se poi io faccio una donazione a qualcuno, mi aspetto che quello che do vada a buon fine, e non che sia impiegato per ricercare altre donazioni.
Per concludere, vi dico che ho scelto di destinare anche quest'annoil mio 5perMille all'associazione "noI per L'AfRIcA e il mondo", di cui ho già parlato, che porta avanti le opere di Suor Ilaria. Invito anche voi a donare questa quota all'associazione, mettendo il numero di codice fiscale 93059100508 nell'apposito spazio. State certi che andrà a buon fine.

30 gennaio 2011

Nel regno della shopping

Avevo promesso alla figlia più grande di portarla a fare spese all'Outlet qualche volta, e con l'inizio dei saldi mi sono deciso e siamo andati, insieme con la moglie.
La girata non è cominciata sotto i migliori auspici, poiché sull'autostrada abbiamo trovato 6 (sei) chilometri di coda dovuti ad un'incidente, e siamo stati mezzora fermi in fila, ma tant'è, ormai eravamo in ballo. Arrivati all'outlet, fila chilometrica per accedere e parcheggiare. Pensavo che essendo giorno di lavoro (anche se c'era il ponte) non fosse pienissimo, ed invece... Mi è venuta in mente una striscia del grande eriadan.
Comunque, trovato bene o male un posto per l'auto, siamo partiti alla caccia dell'occasione, cercando un paio di articoli di cui avevamo bisogno. La suddivisione dei compiti era così fatta: moglie e figlia alla ricerca del capo d'abbigliamento desiderato (spesso non trovato ma però c'era sempre qualcosa d'altro interessante...), io in perenne coda alla cassa, dato le lunghezze spropositate, così da essere vicino a pagare quando avevano scelto cosa prendere (il che la dice tutta sulla lunghezza delle code... ).
Insomma, tutto sommato la classica giornata di compere in famiglia. Una riflessione mi è venuta durante le attese alla cassa, vedendo tuta la gente introno indaffarata ai loro acquisti: ma tutte queste cose che compriamo, ci servono veramente? Il discorso sarebbe molto lungo, partendo dal consumismo, per passare allo sfruttamento delle risorse, alla pubblicità che ci spinge a comprare, e così via. L'aspetto che voglio invece evidenziare è quello del cristiano: per chi come me crede diventa un imperativo l'aiuto dell'altro che è nel bisogno. Tutto questo comprare, se le cose non sono effettivamente necessarie, ci distrae invece da questo, e ci porta a consumare quello che abbiamo solo per noi, in maniera più egoistica. Forse, più di un outlet,di vestiario avremmo bisogno di un grande magazzino di  buoni sentimenti: quelli non sono mai a caro prezzo...