...fermarsi ogni tanto sulle rive di questo mare che è la vita a narrare quello che vedo tra le onde...
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20 ottobre 2011

Uomini sin dall'inizio

Nel clamore mediatico di questi giorni, tra politica e scontri di piazza, è passata quasi inosservata una notizia a mio avviso importantissima: la Corte  di Giustizia della UE ha decretato che in Europa non è possibile brevettare farmaci ricavati da cellule staminali tramite la distruzione di embrioni umani. L'importanza fondamentale di questa sentenza, che non è apparentemente innovativa, dal momento che già esisteva una direttiva che vieta la possibilità di sfruttare le procedure e i medicinali ricavati dalla distruzione di embrioni umani e che consente l’uso di cellule umane solo quando le cellule uovo non siano state fecondate, è data dal fatto che è riconosciuto come embrione l'ovulo dalla sua fecondazione, anche quando non è direttamente fecondato ma ci venga impiantato dentro il nucleo di un'altra cellula umana. La corte afferma infatti che: "Sin dalla fase della sua fecondazione qualsiasi ovulo umano deve essere considerato come un embrione umano, dal momento che la fecondazione è tale da dare avvio al processo di sviluppo di un essere umano".
In pratica si stabilisce il principio che sin dal momento della fecondazione quello che risulta è un essere umano a tutti gli effetti. Quindi la vita umana e la dignità della persona partano sin dal suo concepimento. Questo principio, che sembra ovvio ma a molti sfugge, dovrebbe fare riflettere su molte leggi che abbiamo da noi. Se un essere umano è tale dal concepimento, è lecito allora che sia possibile abortire? Secondo me no, perché ciò implica la condanna a morte di un essere umano che non può nemmeno difendersi. Anche le critiche alla legge sulla fecondazione assistita, come quelle al divieto di produrre embrioni in sovrannumero rispetto alla necessita, di congelarli e di poter eliminare quelli non usati, decadono completamente, dato che la sentenza sposa in pieno uno dei principi ispiratori della legge, che è quello che anche l'embrione sia parte in causa da tutelare in quanto essere umano.
La cosa che stupisce è che la vicenda è nata dall'opposizione al brevetto di un farmaco in Germania da parte dell'associazione Greenpeace tedesca. E pensare che da noi i movimenti ecologisti spesso spingono verso ideologie opposte...

20 marzo 2011

Chi ha paura del crocifisso in classe?

Sicuramente avrete letto anche voi la notizia relativa alla sentenza della Corte Europea dei Diritti dell'Uomo riguardante la liceità di poter esporre nelle classi delle scuole il crocifisso. La corte ha stabilito che uno stato può esporre un simbolo religioso senza che questo violi il diritto delle persone di poter educare i figli secondo le proprie convinzioni filosofiche e religiose. Secondo la Corte, "se è vero che il crocifisso è prima di tutto un simbolo religioso, non sussistono tuttavia nella fattispecie elementi attestanti l'eventuale influenza che l'esposizione di un simbolo di questa natura sulle mura delle aule scolastiche potrebbe avere sugli alunni". Questa sentenza definitiva ribalta quella di primo grado che invece aveva deliberato l'opposto.
Al di la di tutte le considerazioni politiche che si sono avute dai partiti e dalle forse sociali, mi sembra che la corte abbia considerato un aspetto fondamentale della questione: il crocifisso, come simbolo religioso, ha significato solo per le persone che credono in quella fede. Per le altre persone invece è solo una decorazione, come può esserlo un quadro, od al massimo l'espressione di un valore in cui si possono o no riconoscere.
Certo che se i grossi problemi contro cui accanirsi (coloro che si sono rivolti alla Corte Europea per i Diritti dell'Uomo sono nove anni che lottano per eliminare i crocifissi dalle scuole) sono questi, allora in Italia siamo messi molto meglio di quello che crediamo: cosa contano al confronto la Mafia, la corruzione, l'inquinamento, la crisi economica, ecc. ecc.....? Mi chiedo che noia darà mai quel "Povero Cristo" appeso ad una parete e normalmente ignorato da chi è in una classe? O forse è la sua stessa presenza che è scomoda per molti, perché ricorda dei valori, degli ideali, delle convinzioni che danno fastidio a molte persone.
Mi viene in mente un bellissimo scritto di Natalia Ginzburg che sull'Unita (e non su Famiglia Cristiana) scriveva che "quella croce rappresenta tutti". Ma forse è proprio questo che si vuole far dimenticare...

14 aprile 2010

Bocciati i matrimoni omosessuali

La Corte Costituzionale ha bocciato oggi il ricorso di incostituzionalità sul fatto che il nostro ordinamento prevede il matrimonio solo tra persone eterosessuali. Finalmente si vedono i giudici che decidono secondo le leggi e non secondo loro convinzioni personali o politiche (come mi sembra sia avvenuto per Eluana). Infatti l'articolo 29 della nostra costituzione, prevedendo il matrimonio come fondamento della famiglia, di fatto vieta le nozze non eterosessuali.
Anche se per capire bene dobbiamo aspettare le motivazioni della sentenza, non sono però d'accordo sul fatto di dichiarare inammissibile parte del ricorso, dicendo che è materia del legislatore: se non è costituzionale il matrimonio omosessuale nessuna legge può permetterlo. Mi rendo conto che la cosa è delicata e che coinvolge i sentimenti di molte persone, però bisogna pur affermare che non si possono legalizzare unioni differenti dal matrimonio tradizionale, proprio per salvaguardare la famiglia (che oggi in Italia ne ha davvero bisogno).

18 marzo 2010

Problemi di denominazione

Una sentenza della Corte di Cassazione ha stabilito che è reato dare del "gay" ad una persona poiché esprime un intento denigratorio. A questo punto mi sorge un dubbio: se non si possono chiamare gay, meno che mai con altre denominazioni (che sono più offensive), e che il termine omosessuale non è gradito, come li chiamiamo? Idea: e se invece non li chiamassimo affatto? ;-)