Al di la di tutte le emozioni provate, ascoltando le testimonianze di coloro che ci hanno accompagnato in quei luoghi e di quelle presenti nel museo del Parco della Pace istituito in quel luogo, quello che mi ha colpito è stato il vuoto che c'è in quei luoghi. L'eccidio non si è svolta in un unico luogo, ma contemporaneamente in molte della case e delle stalle sparse sui fianchi della montagna. Di queste case alcune sono fatiscenti ed abbandonate a se stesse, come rimaste li dal momento della morte degli abitanti, altre sono rimesse a nuovo e perfettamente funzionanti, pronte ad essere abitate, ma tutte apparivano senza qualcuno che ci vivesse in quel momento. E' come se non ci fosse nessuno che potesse essere li, tranne il ricordo di quei morti. La sensazione che avevo era di essere io li un fantasma, quasi che quei luoghi appartenessero a coloro che li avevano terminato la loro vita e noi fossimo intrusi invisibili venuti a disturbarli...
...fermarsi ogni tanto sulle rive di questo mare che è la vita a narrare quello che vedo tra le onde...
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10 aprile 2011
Il silenzio vuoto del ricordo
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