...fermarsi ogni tanto sulle rive di questo mare che è la vita a narrare quello che vedo tra le onde...
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29 febbraio 2012

Quanta folla in Piazza Spiox

Nel film "L'amico del cuore", una spassosa commedia di Vincenzo Salemme (consigliatissimo se non l'avete visto), una delle scene più belle è quella in cui una vecchietta fa impazzire uno dei protagonisti narrandogli di un fatto accaduto in una fantomatica Piazza Spiox. Ed è solo dopo molti fraintendimenti che si riesce a capire che il luogo in questione è Piazza San Pio Decimo (sui cartelli stradali indicata appunto come S.Pio X ). Questa scena mi è tornata in mente nel corso di alcune discussioni che ho recentemente fatto su dei forum. Mi sono accorto infatti che molta gente, leggendo le notizie disponibili sui giornali o negli altri media non cerca minimamente di capire quello che dicono o di approfondire, limitandosi solamente ai titoli ad effetto o a qualche evidenziazione, raramente ad una lettura veloce. Si vede spesso solo quello che si vuole vedere, soffermandosi solo su alcuni particolari spesso di secondaria importanza, invece di cercare qual'è il vero significato di quello che si legge. Come avevo già rammentato, vale sempre più spesso il proverbio (che sto facendo mio come slogan) "quando il saggio indica la luna, gli sciocchi guardano il dito"...
Mi sembra sempre più che tanta gente si stia comportando come quelli che in piazza, per vedere dov'è, si trova a leggere che è in Piazza Spiox, e magari si guarda in giro domandandosi dove cavolo starà quella Piazza San Pio Decimo che cerca...

23 maggio 2011

Religione e superstizione

Qualche giorno fa, commentavo su un sito di notizie relative ad internet e tecnologia, cui sono storicamente molto legato poiché un tempo vi collaboravo, la notizia relativa alle convinzioni di Stephen Hawking sull'aldilà. Oltre ai soliti personaggi che chiacchierano solo per dare contro agli altri o parlano per preconcetti senza voler intavolare una discussione, mi sono trovato a interagire con alcune persone interessanti, non credenti, con cui ho portato avanti il discorso, confrontandosi e cercando di capire ciascuno quello che pensava l'altro.
Con uno di questi è venuta fuori una domanda interessante: che differenza passa tra religione e superstizione? In effetti, per un credente la risposta dovrebbe essere semplice, anche se in realtà può non esserlo molto, mentre per chi non crede può vedere la religione, se osservata superficialmente, una forma anch'essa di superstizione (magari, come diceva Hawking, in maniera a mio avviso non corretta nell'intervista sopra ricordata, per superare la paura della morte).
Pensandoci sopra si può affermare principalmente che la religione sia credere in qualcosa che va oltre ciò che possa essere esaminato e provato scientificamente, mentre la superstizione sia credere a qualcosa che possa essere verificato sperimentalmente e che sia stato provato non corretto.
Faccio un esempio: religione è credere ad un Dio creatore dell'universo, cosa non provabile scientificamente poichè la scienza non riesce ad ipotizzare quello che esisteva prima del big bang, e probabilmente non riuscirà a conoscere nemmeno quello che esiste esternamente al nostro universo (se esiste qualcosa oltre questo universo). Superstizione è credere (e qui mi sa che mi faccio dei nemici ;) ) agli oroscopi, che statisticamente si sono dimostrati inesatti, oppure ai tarocchi (che so leggere), i quali è stato dimostrato che non danno risultati superiori a quelli dovuti al caso nella predizione del futuro, oppure hanno dei risultati apparentemente ottimi ma in realtà dovuti all'analisi psicologica della persona che li interroga da parte del consultante.
Mi rendo conto però che la superstizione non si ferma certo a quanto ho espresso prima. Sicuramente ci sono alcune forme di devozione religiosa che hanno una componente superstiziosa, od al limite scaramantica. Penso alle persone che non si mettono a fare nessuna cosa se precedentemente non pregano che quanto stanno per fare vada bene, od a certe processioni con rituali che implicano dolore fisico, ma per adesso mi fermo qui, poiché il discorso sarebbe troppo lungo.
Un altro aspetto del discorso che voglio mettere in evidenza è invece il fatto che molti abbinano religione e superstizione, senza accorgersi che le cose sono in contraddizione tra di loro. Come si fa, ad esempio, ad essere cristiani e contemporaneamente a credere agli oroscopi? Chi lo fa non si rende conto che le due credenze sono antitetiche tra di loro, e quindi non compatibili. Mi sembra che chi scade in comportamenti del genere non abbia una fede realmente viva, ma che sia in cerca di un qualcosa che giustifichi quello che gli sta succedendo, al di la delle sue responsabilità. Ancora peggio chi abbandona una religione per darsi a credenze sostanzialmente superstiziose (cosa differente da diventare atei od agnostici): se da una parte non è provabile che quello che crede per fede sia corretto, dal'altra quello che va a credere è già stato dimostrato falso, e quindi le sue credenze sono solamente illusorie.
Mi fermo qui con queste mie riflessioni, ma se interessano le approfondirò. Fatemi sapere cosa ne pensate.