...fermarsi ogni tanto sulle rive di questo mare che è la vita a narrare quello che vedo tra le onde...
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30 agosto 2016

Giapponeserie: spazzolino con videogiochi

Uno dei compiti quotidiani che molti fanno distrattamente, forse un po’ malvolentieri, è quello di lavarsi i denti. Soprattutto i bambini non capiscono l’importanza della corretta igiene orale, e spesso non si lavano i denti volentieri. Questo problema ha stimolato l’inventiva di un’azienda giapponese, che ha trovato la risposta al problema: uno spazzolino da denti che serve a fare i videogiochi!
Ebbene si: la società nipponica Sunstar, che è un’azienda leader nel campo dell’igiene orale con il marchio G.U.M., ha creato G.U.M. Play, un piccolo dispositivo che unito ad uno spazzolino lo rende smart, capace di connettersi ad uno smartphone e di giocare così a videogiochi o comunque trasmettere dati sul suo utilizzo e sui suoi movimenti da utilizzare in varie applicazioni. Ma come funziona?

31 maggio 2016

Giapponeserie: telefonino-robot

Uno degli aspetti che caratterizza idealmente il Giappone, almeno ai nostri occhi occidentali, è l’idealizzazione che hanno per i robot. Basti pensare a tutti i manga ed anime con protagonisti i “robottoni” che furoreggiavano negli anni ’80-’90, oppure al cane-robot Aibo che la Sony ha commercializzato per molto tempo. Sarà per questo che qualcuno ha pensato di unire questa passione a quella, più recente, per gli smartphone, creando il primo telefonino-robot!
La Sharp, nota cosa produttrice di apparecchi per l’elettronica di consumo, ha infatti annunciato RoBoHoN, uno smartphone con l’aspetto di un piccolo robot, che promette di assisterci nelle nostre attività quotidiane. Ma come funziona?

30 gennaio 2016

Giapponeserie: bonsai volanti

Una delle tradizioni giapponesi tra le più curiose, secondo i canoni occidentali, è sempre stata quella dell’arte del Bonsai, cioè la coltivazione di alberi in versione “ridotta” e minuscola. Per esser eseguita necessita di pazienza e di molta abilità, dovendo per molti anni prendersi cura della pianta in un piccolo vaso, dosando con attenzione l’innaffiatura e curando la potatura quasi in maniera maniacale, pena la decadenza della pianta (e per esperienza posso dir che prendersi per bene cura di una di queste piante è veramente difficile). Ma evidentemente ai giapponesi la cosa non basta, e quindi qualcuno si è posto il problema di come render più strana la cosa, trovando infine la risposta: rendiamo questi bonsai volanti!

23 dicembre 2015

Giapponeserie: sottilette di cioccolato

La confezione delle sottilette di cioccolato
Ho già parlato tempo fa del Lego di cioccolato, ma se quello era un prototipo di un designer, quello di cui vi parlo oggi è un prodotto già in commercio. Infatti una ditta giapponese, la Bourbon, ha messo in commercio le Sottilette di cioccolato.
Vendute nella loro pratica confezione da 5, simile a quello delle classiche fettine di formaggio fuso, queste lastrine quadrate di cioccolato al latte sono adatte, secondo la casa produttrice, non solo per i toast dolci, ma anche per altre ricette, o per decorare torte e dolci di ogni tipo. Di seguito una piccola galleria con alcuni esempi tratti dal ricettario messo online dal produttore:
Un toast (con banane)?
Sui classici pancake...
Crepes o piadine?
Un piccolo regalo...
Rose certo senza spine...


Rotolini per le feste









E per Natale non può mancare il Pandoro con sottiletta!











































Che ne dite, vi ispirano queste sottilette cioccolatose?


Altre giapponeserie viste:
 

15 ottobre 2015

Giapponeserie: la fabbrica dell’insalata

Cosa c’è di meglio di una bella insalatina fresca, bella croccante, appena uscita dalla fabbrica? Come dalla fabbrica, direte, intendevi dall’orto? No, proprio dalla fabbrica. In realtà non sono impazzito come potrebbe sembrare (o per lo meno non del tuto…), è che in Giappone hanno realizzato una fabbrica che produce proprio… insalata.

8 febbraio 2015

Giapponeserie: frittelle e cameriere

La giapponeseria di cui vi parlo questa volta è una pubblicità molto strana, probabilmente possibile come concetto solo nel paese del Sol Levante, che ho trovato grazie ad un'articolo su Lega Nerd.
Nel video si vedono 100 (si, proprio cento) giapponesine vestite da cameriere, che si passano tra di loro una frittella per portarla dalla cucina  alla sala da pranzo. Il tutto passandosela da una padella ad un'altra sempre restando sopra dei fornelli portatili. La vera sorpresa è però alla fine del video, che vedete qui sotto:


Il video è la pubblicità di una marca di padelle locali, che ha trovato questo modo, a parer loro spiritoso, per pubblicizzare questo nuovo prodotto. La domanda che mi viene è: ma voi, dopo aver visto questa pubblicità, comprereste questa padella? Io no...


Altre giapponeserie viste:

28 settembre 2014

Giapponeserie: Lego di cioccolato

Sì, lo so che la giapponeseria di cui vi parlo questa volta è solo un concept fatto da un designer e non si trova (per ora) in commercio, ma l’occasione era troppo ghiotta (letteralmente!) per farmela scappare. Se doveste dire qualè il giocattolo più diffuso al mondo, quale indichereste? A rispondere il Lego, di sicuro non ci andreste molto lontano. E se doveste indicare la cosa più golosa? Ma certo, il cioccolato!
Basandosi su queste considerazioni il designer giapponese Akihiro Mizuuchi ha creato i mattoncini di cioccolato! Disponibili in quattro differenti gusti: cioccolato bianco, al latte, fondente e rosa (alla fragola), questi pezzetti sono completamente funzionali, tanto che lo stesso artista ci ha costruito una serie di robottini.
Resta da verificare la praticità di questo tipo di gioco, che forse tende a sciogliersi mentre si maneggia, e sicuramente è da fare solo in casa e non al parco o nella macchina di papa'. Probabilmente ci sarà sempre il dubbio se chi li usa riuscirà a terminare la costruzione che sta facendo oppure si mangerà prima i mattoncini che gli servono, ma certamente gli utenti non avranno il problema di rimettere a posto i pezzi avanzati alla fine del gioco...
E voi, riuscireste a completare una costruzione oppure li mangereste prima?



Altre giapponeserie viste:
 

30 luglio 2014

Giapponeserie: occhiali con avviso di chiamata

Stano diventando di moda, e non solo tra i geek, i cosiddetti “wearable devices”, cioè quegli oggetti tecnologici che si portano addosso alla stregua di orologi, bracciali,... Tra i più conosciuti ci sono sicuramente i Google Glass, gli occhiali ultratecnologici proposti da Google che, in congiunzione con uno smartphone, fanno un po’ di tutto, da scattare foto ad aggiornare il proprio account di social network a guidarci con le mappe stradali.
Potevano i giapponesi non sviluppare anche loro di simile alla loro maniera? Si, avrebbero potuto, ma l’hanno fatto lo stesso. Fun’iki, un’azienda giapponese, ha presentato un nuovo tipo di smartglasses: i
Fun’iki Glasses. Anche questi occhiali si collegano al proprio smartphone, ma, a differenza dei loro più noti cugini americani, non fanno altro che lampeggiare tramite dei led quando arriva una chiamata. Questi lampeggi si possono personalizzare attraverso un'applicazione installabile sul telefono. Tra le personalizzazioni possibili troviamo la scelta di 3 colori differenti e diversi tipi di modalità di lampeggio, tra cui la Party, immagino con lampeggio stroboscopico, e quella Relax (anche se viene da chiedersi quanto mai sia rilassante vedere delle luci sulle lenti degli occhiali).
Ditemi una cosa. vi sembrano utili o solo l'ennesimo techno-gadget? E voi, li indossereste?


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17 febbraio 2014

Giapponeserie: walkman nelle bottiglie dell'acqua

Si, lo so, ho da pochissimo commentata l'ennesima giapponeseria, ma questa notizia non potevo certo evitare di segnalarla, non fosse altro per il nome noto che coinvolge. Infatti questa volta la "Giapponesata" l'ha fatta un gigante dell'industria come la Sony, che per promuovere come adatto allo sport anche acquatico, dato che è impermeabile e funziona anche in acqua un suo lettore di MP3 della serie Walkman, il modello NWZ W270, non ha trovato di meglio che venderlo dentro una bottiglia dell'acqua, nei distributori di bibite!
Infatti in Nuova Zelanda la casa produttrice ha deciso di lanciarlo vendendolo direttamente nelle palestre e nelle piscine tramite i comuni distributori di bibite, dato che la confezione è una comune borraccia d'acqua, ovviamente piena.
Ecco di seguito il video promozionale:



Certo che comprare un apparecchio del genere a forza di monetine e senza poterlo usare subito (dato che va caricato e ci vanno inserite le canzoni dentro) non mi sembra il massimo della praticità. Di fronte a queste iniziative sorge sempre il dubbio: sarà vero oppure è solo una trovata per far parlare del prodotto? Voi che ne pensate?


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9 febbraio 2014

Giapponeserie: reggiseno dell'amore

Per coloro che sono appassionati di tecnologia, dal Giappone arriva l'ultimo ritrovato in fatto di erotismo: il reggiseno definito "dell'amore"!
Ideato dalla casa di intimo Ravijour, il reggiseno, grazie a dei sensori, è in grado di captare il ritmo cardiaco di chi lo indossa e, collegato con una app sull'onnipresente smartphone, riesce a stabilire il livello di eccitazione sessuale, e quindi fa lampeggiare il gancetto del reggiseno per poi far si che si apra da se al momento "giusto"...
La domanda che uno si pone è: ma come si farà a sganciarlo la sera o quando una si deve cambiare d'abito? O forse bisogna che chi lo indossa tutte le volte si ecciti (da sola?)?
Ecco un video esplicativo:




Comunque, anche se la cosa sembra solo una trovata pubblicitaria della marca di intimo giapponese, alcuni esemplari sono stati prodotti e testati da affezionati clienti...
Che dire: l'amore può essere davvero capito da un reggiseno? Od anche solo la voglia di stare fisicamente con qualcuno? Secondo me una cosa simile limita ancora di più il gusto di star insieme con la persona amata in certi momenti. Voi che ne pensate?


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29 dicembre 2013

Giapponeserie: invenzioni miste

Per la serie: invenzioni giapponesi strane vi segnalo una raccolta fotografica presente sul sito di "Like and Plus" (in inglese), sito che presenta molte notizie e soprattutto fotografie bizzarre e curiose.
Tra queste invenzioni giapponesi segnalo:

- il tagliaunghie multiplo per le dita dei piedi (degno di un film dell'orrore)


28 settembre 2013

Giapponeserie: Tecno-WC

In Giappone, non so perché, sono fissati con gli accessori da bagno tecnologici. Da loro è usuale avere in bagno i cosiddetti "Washlet", cioè dei WC con funzione di bidet incorporato. In pratica sono dei WC con dei getti di acqua per pulire le parti intime (dietro o davanti) dopo la funzione. Alcuni hanno anche dei getti d'aria calda per l'asciugatura, o la seduta riscaldata...
 
 
Un Washlet (fonte: Wikipedia)
Istruzioni di un Washlet (fonte: Wikipedia)
Comandi di un Washlet (fonte: Wikipedia)
 
Devo dire che chi li ha provati dice che sono estremamente comodi, molto più che la classica accoppiata wc + bidet. Ovviamente non poteva mancare qualcuno che ne facesse una versione tecnologica, ed infatti ecco una casa di produzione di sanitari giapponese, la Lixil, ha presentato uno smart-wc, cioè un washlet che si comanda tramite telefonino (ovviamente con un'apposita app) per poter regolare getti ed intensità, ma anche per diffondere durante l'uso la propria musica preferita. Questo apparecchi monitorizza anche il consumo che facciamo di acqua, e può riconoscere i diversi utilizzatori (tramite appunto il loro cellulare) per impostare automaticamente ogni volta le loro preferenze (tipo di getto, temperatura, ....). Il tutto per una cifra che va dai 1900 ai 3300 euro. E pensare che una volta quando si andava al bagno il massimo del comfort era leggerci il giornale od un fumetto...

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20 aprile 2013

Giapponeserie: accessori per cellulari

Anche in Giappone, come da noi, vanno forte i cellulari, ed ovviamente prolificano i vari accessori, anche quelli di tipo "giapponeserie". Eccone qua un paio:

Cominciamo con il robot per pulire lo schermo del telefonino:

Robot pulisci-cellulare 

Si chiama Auto Mee S ed è un piccolissimo micro robot funzionante a batteria che automaticamente pulisce lo schermo dei vari apparecchi mobili. Non farà certo concorrenza ai robottini che puliscono i pavimenti, ma promette di far risplendere i dispositivi in pochi minuti senza “cadere” fuori dal perimetro dello schermo: gli servono 4 minuti per pulire un telefono e circa otto per un tablet. 
Lo produce Takara Tomy, al modico costo di 1575 Yen, circa 15€. Certo che se invece di un robottino come questo si usa un cencino in microfibra si spende molto meno e si fa' prima, ma vuoi mettere?

Se invece siete più puritano o avete dei dubbi sull'igene del vostro telefonino potete sempre mettergli le... mutande!
Non sto scherzando: la Bandai, nota ditta di giocattoli, ha messo in commercio in Giappone delle mutande da mettere ai cellulari: 


Come vedete, ci sono molti tipi, dai classici slip da uomo ai boxer fino al tanga leopardato. Sono distribuiti da macchinette a palline (quelle che da noi si trovano con dentro i pupazzetti di plastica), e costano solo 200 Yen (meno di 2€). In vendita c'è anche il set completo, per i collezionisti che non vogliono perdersene nemmeno una. Chissà se gli Smart Paints, come li hanno chiamati, hanno successo? Io ne dubito.
Se poi conoscete qualche altro accessori strano,, scrivetelo nei commenti, così li aggiungo alla lista.

 

28 gennaio 2013

Giapponeserie: coda per uomini

Dal Giappone arriva l'ennesima folle trovata: la coda per esseri umani. Si chiama "Shippo", nome che sembra preso da un personaggio di un manga giapponese, ed è proprio una lunga coda pelosa attaccata ad una cintura che si mette intorno alla vita. La coda è collegata a dei sensori: una volta agganciato alla propria schiena, il meccanismo collega la coda, con connessione wi-fi, a un casco dotato di sensori che captano le onde cerebrali via bluetooth. In questo modo, la coda inizia a muoversi dondolando di qua e di là proprio come fa la coda di un cane registrando lo stato d'animo. 

Sembra presa da un manga...
Inoltre, l'umore registrato dai sensori puo' essere anche condiviso con i propri amici sui social network, grazie alle app che diffondono via Facebook e Twitter informazioni circa il proprio umore. In questo modo, ad esempio, molti "status umorali" presi insieme potranno fornire una sorta di mappa dei luoghi che vengono ritenuti piu' rilassanti. In pratica, si avrebbe una nuova frontiera della condivisone: basta con le semplici foto, mettiamo in comune anche l'umore...
Certo che non ci vedrei andare a giro così conciati molte persone: a parte carnevale, o qualche cosplayer di manga, bisogna proprio essere con la mentalità giapponese per portare a giro la propria coda a scodinzolare a mo' di cagnolino...

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26 novembre 2012

Giapponeserie: stampati la tua statua


Quante volte ci siamo fatti una foto per ricordarci di come eravamo in un determinato momento? Evidentetemente questa necessità è molto diffusa, poiché dalle foto siamo passati ai filmati, alle foto 3D e poi? Se una semplice foto non ci basta più, in Giappone (e dove se no?) sono arrivati alla nuova frontiera nel campo dell'immagine-ricordo: una statua-autoritratto!
In pratica si tratta di una cabina simile a quella delle fototessere: si entra ed un sensore laser tridimensionale ci scansiona, acquisendo tutte le informazioni sul quello che ha davanti per poi riprodurlo in scala con una stampante tridimensionale. Certo il processo non è rapido come per farsi una fotografia, poiché si deve stare fermi in posa per circa un quarto d'ora, ma vuoi mettere la soddisfazione di avere una statuetta che è la copia esatta di te stesso? Il costo è ancora elevato, poiché occorrono oltre 400€ (si, proprio quattrocento) per avere una di queste statuette alte una ventina di centimetri, ma si può risparmiare facendosela fare come gruppo. Per adesso si deve andare in in Giappone per averle, ma state tranquilli che prima o poi arriveranno anche da noi. Se poi qualcuno è interessato, io me ne farei fare volentieri una da ricevere come regalo di Natale...

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27 ottobre 2012

Giapponeserie: cestino-robot

Se come me siete disordinati, e quando buttate via qualcosa dopo un po' ve lo ritrovate per terra, potete provare a fare come questo giapponese, che ha realizzato nientemeno che un cestino-robot che prende al volo le cartacce che gli lancia.
In effetti la realizzazione non è niente di più che un progetto sperimentale, ma la cosa è carina, suscettibile di una maggior attenzione. Il progetto poi usa componenti che si trovano già pronti sul mercato a basso costo, come il sensore Kinect delle consolle per videogiochi Xbox 360.
Ecco quì il video del robot acchiappa cartacce in azione:
 

Speriamo che cose simili, con una certa utilità, si sviluppino sul mercato, invece di rimanere allo stato di curiosità giapponesi...
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27 giugno 2012

Giapponeserie: simulatore di chiappe

Ne ho viste veramente tante, di imitazioni e di simulatori, ma questa probabilmente le batte tutte.
All'Università di Tokyo un team di ricercatori, che già tempo fa aveva lavorato ad un bacio artificiale, ha realizzato quello che descrivono come "dei glutei umanoidi che esprimono varie emozioni con il movimento organico dei muscoli artificiali". In pratica un paio di chiappe artificiali. Non so proprio a cosa possano servire, forse per insegnare a dare le punture senza fare male a chi si sotttopone alla prova?
Non so voi, ma io penso che più che come sfogo quando hai voglia di dare una bella sculacciata a qualcuno difficilmente si troverà un uso pratico per questi finti glutei...

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20 gennaio 2012

Giapponeserie: Moto...WC

Se pensate che i giapponesi non abbiano inventiva con un senso pratico, non tengono conto di molte delle invenzioni che tirano fuori continuamente. Oggi vi voglio far vedere uno strano connubio tra una motocicletta ed un... WC! Si, proprio una toilette.
La moto, dal nome di "Toilet Bike Neo", è realizzata a forma di triciclo, probabilmente per dare stabilità al mezzo, ed è dotata di un WC come sedile. Il mezzo è alimentato a biogas ricavato dagli escrementi in esso depositati (si presume da chi la guida o dal passeggero): certo che mettersi a fare rifornimento su una pubblica via a questa moto deve essere molto imbarazzante... Si ignora se ci siano alimenti i cui escrementi diano più potenza (fagioli docet...).
Questa moto è un prototipo perfettamente funzionante, che sta girando in un giro promozionale per il Giappone (quì le foto), realizzata da una ditta, la TOTO, che è il leader in Giappone nel produrre sanitari. Tra le altre funzioni il WC-serbatoio suona musica, parla (come molte toilette di quella marca), proietta messaggi in aria con un laser, ...
Io non sarò molto alla moda, ma un giro su un cesso di moto come questo non penso che ce lo farei. E voi?

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15 dicembre 2011

Giapponeserie: accessori da gatto

Oggi alcune piccole chicche per gli amanti dei felini: si inizia con la cintura che serve a portare a giro il gatto di casa! In realtà penso che sia molto scomoda per il gatto in questione, mi sembra un po' costretto, forse è meglio la classica gabbietta. 
 
Ma il gatto ci sta comodo o è solo terrorizzato?
Certamente è meglio di quest'altra (chiarisco che quest'ultima non esiste, è solo una presa in giro).
Altro gadget utilissimo questo traduttore per i miagolii, utile per capire cosa dice il felino: l'unico problema è che lo traduce in giapponese... Certo che da come si comportano i gatti forse è meglio non sapere quello di cui parlano, si evitano brutte sorprese.

Dall'espressione mi sembra perplesso sul funzionamento anche il micio...
 Se poi avete un gatto che si fa' i comodi suoi, potete provare questo telecomando per gatti (forse non proprio giapponese di ideazione, ma sicuramente lo è in spirito) Con questo potete cercare di far fare al gatto quello che volete: secondo me non funziona, ma se provate fatemelo sapere.

E' più facile che sia il gatto a tele-comandare il padrone...

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24 settembre 2011

Giapponeserie: tuta per simulare la gravidanza

Questa ancora mi mancava: sapevo che i giapponesi nel campo delle invenzioni più assurde sono capaci di tutto, ma una tuta pensata per simulare una gravidanza non me la sarei mai aspettata. Pensata per i futuri papà che vogliono provare le sensazioni che sente la moglie con il pancione, questa specie di tunica elettronica è dotata all'interno di palloncini che si gonfiano e si sgonfiano simulano i movimenti del nascituro, compresi i calcetti, mentre dei dispositivi che vibrano danno la sensazione che il feto si muove all'interno della pancia. Non manca poi un contenitore con all'interno ben quattro litri di acqua calda per simulare il peso del bambino e la temperatura del pancione. L'interazione tra il genitore ed il bebè simulato non è però a senso unico: ci sono accelerometri che registrano i movimento del genitore, per reagire a quelli troppo bruschi, e sensori sulla superficie della simul-pancia per captare le carezza ed i tocchi delle mani. La tuta non è stata realizzata da dei padri particolarmente ansiosi, ma dall'Advanced Institute of Science and Technology del Giappone.
Certamente vi starete domandando a cosa serve tutto questo: è vero che, specialmente dopo aver avuto figli, continuo a chiedermi cosa provano le donne in questa fase così particolare della loro vita, ma non mi sembra certo un'esperienza che possa essere vissuta in un simulatore. Oltretutto i movimenti, essendo sempre all'esterno della pancia reale, non danno certo le stesse sensazioni che si possono avere sentendo un bimbo che cresce dentro di te. 
Comunque se vi interessa vederla in funzione trovate dei video esplicativi sul funzionamento e sull'esperienza quì e quì. Fatemi sapere cosa ne pensate...

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