Oggi è Martedì Grasso,
come è chiamato l'ultimo giorno di Carnevale. Un tempo era una festa
sentita, con le scuole (specialmente l'università) che facevano
festa e veglioni danzanti (rigorosamente solo fino a mezzanotte, ora
in cui cominciava il Mercoledì delle Ceneri e quindi la Quaresima).
Oggi invece, almeno qui da noi, è diventata una festa minore, quasi
riservata ai bimbi, che ancora si mascherano, e con qualche corso di
carri allegorici.
Perché oggi non lo
festeggiamo quasi più? Il Carnevale, festa dalle origini pagane
contrapposta al periodo penitenziale della Quaresima, era un tempo
forse l'unico periodo di festa libera e spensierata che le persone
avevano, dove mascherarsi serviva anche a poter esprimere le proprie
idee e a criticare in satira il potere senza conseguenze. Oggi invece
non abbiamo più questi problemi: di festa e di divertimenti siamo
pieni un po' tutto l'anno, mascheramenti forse a parte (e se ci
pensate una festa importata come Halloween sta diventando una specie
di carnevale horror), possiamo liberamente esprimere idee e critiche
(e qui spesso da parte di molti non guasterebbe un po' di forma più
rispettosa degli altri) e la Quaresima per tanti ha perso il
significato penitenziale e di preparazione alla SS. Pasqua che ha.
Forse sono un po'
nostalgico, ma rimpiango il divertimento che provano i bimbi a
mascherarsi ed a lanciare i coriandoli: sono loro troppo ingenui o
siamo noi che andando avanti abbiamo lasciato indietro qualcosa
d'importante?