...fermarsi ogni tanto sulle rive di questo mare che è la vita a narrare quello che vedo tra le onde...

13 aprile 2014

Ludicomix XI: comics e games ad Empoli

Oggi sono tornato alla manifestazione Ludicomix, come già fatto un paio di anni fa.
Devo dire che la manifestazione mi ha piacevolemente sorpreso: rispetto alla scorsa volta, nonostante gli spazi espositivi non grandi, era molto affollata e più piena di espositori. In questa edizione la parte fumetti era abbastanza piccola, mentre gli aspetti prevalenti erano  games e soprattutto il cosplay, con veramente tanti appassionati che si esibivano con dei costumi molto validi. Purtroppo, causa dei problemi alla macchina fotografica (sigh) non sono riuscito a fare nessuna foto, anche se ci sarebbe stato solo l'imbarazzo della scelta con i soggetti a disposizione. Cito tra i tanti, a memoria, una strepitosa Abby di NCIS (che è una delle mie serie preferite), un Cyberman direttamente da Doctor Who che appariva reale, e una serie di personaggi fantasy favolosi. Molti stand erano proprio dedicati a loro ed ai trucchi ed accessori per prepararsi. Mi è sembrato infatti che la manifestazione stia andando sempre più verso questo settore, quasi specializzandosi. Per i giochi, citazione particolare alla Brigata Otaku, che ha organizzato un torneo di Super Mario su un SuperNintendo originale: questo si che è retrogaming!
Comunque sono riuscito a trovare un paio di arretrati per la mia collezione di fumetti a prezzi ottimi. Appuntamento senza dubbio al prossimo anno, per la dodicesima edizione di questa fiera.


30 marzo 2014

Podcast che passione: Scientificast

Questa volta voglio parlare per la prima volta di un podcast che nasce come podcast in quanto tale, cioè come contenuto da consumarsi in rete, e non come la riproposta, tal quale od ampliata, di una trasmissione radio.
Si tratta di Scientificast, un podcast che parla della scienza (un'altro dei miei grandi interessi) raccontata da chi la scienza la fa direttamente. Infatti i curatori e gli speaker del programma sono dei ricercatori, soprattuto fisici, chimici e biologi, che parlano delle loro esperienze e di quanto c'è di nuovo nel campo scientifico. Dal 2012 Scientificast è diventata anche un'associazione culturale, cui è possibile iscriversi od a cui si può fare una donazione direttamente dal sito per supportare l'attività ed il programma.
Diffuso dal 2007, il podcast ha superato da poco il traguardo delle 50 puntate (più qualche speciale), con una cadenza più o meno mensile. Nonostante si senta nelle registrazione l'estrazione amatoriale delle registrazioni, quello che salta agli orecchi nell'ascolto è sopratutto la passione che questi podcaster mettono nel parlare dei loro argomenti preferiti. Gli argomenti proposti sono trattati molto bene, spiegando ottimamente quello di cui si parla, e lasciando spesso la curiosità di saperne di più.
Insomma, un podcast (le cui puntate sono scaricabili da qui) che tiene informato sui temi scientifici ed offre degli ottimi approfondimenti. Non male per una piccola associazione.

Altri podcast che ascolto:
 

10 marzo 2014

Sette anni fa, Suor Ilaria

E' arrivato l'anniversario del giorno in cui, sette anni fa, moriva Suor Ilaria.
Di lei ho già parlato in occasione dall'anniversario della morte lo scorso anno, due, tre e quattro anni fa
Per ricordare questo anniversario l'associazione "noI per L'AfRIcA e il mondo", la quale porta avanti l'opera che Suor Ilaria ha iniziato, anche quest'anno ha preparato un Concerto di beneficenza, tenutosi presso il Teatro Era a Pontedera (Pi), un'occasione per raccogliere fondi a favore delle iniziative che l'associazione promuove nelle zone del mondo più povere. Conoscendo quello che fanno rinnovo l'invito a tutti a collaborare, magari anche solo destinando il 5 per mille della denuncia dei redditi all'associazione, come ho già spiegato in questo post.
Anche quest'anno, per ricordare il su pensiero, voglio proporre un pensiero di Suor Ilaria, che mi ha particolarmente colpito:
 
L'amore deve essere compreso come dono inspiegabile con le ragioni che trovo dentro di me. L'amore è miracolo che si rinnova quotidianamente, che non sai da dove viene e dove va.
L'amore fa nascere nel cuore la fiducia in Colui che ci ama e il desiderio di rimanere sotto il suo sguardo.
L'amore vero è nel mio cuore?

17 febbraio 2014

Giapponeserie: walkman nelle bottiglie dell'acqua

Si, lo so, ho da pochissimo commentata l'ennesima giapponeseria, ma questa notizia non potevo certo evitare di segnalarla, non fosse altro per il nome noto che coinvolge. Infatti questa volta la "Giapponesata" l'ha fatta un gigante dell'industria come la Sony, che per promuovere come adatto allo sport anche acquatico, dato che è impermeabile e funziona anche in acqua un suo lettore di MP3 della serie Walkman, il modello NWZ W270, non ha trovato di meglio che venderlo dentro una bottiglia dell'acqua, nei distributori di bibite!
Infatti in Nuova Zelanda la casa produttrice ha deciso di lanciarlo vendendolo direttamente nelle palestre e nelle piscine tramite i comuni distributori di bibite, dato che la confezione è una comune borraccia d'acqua, ovviamente piena.
Ecco di seguito il video promozionale:



Certo che comprare un apparecchio del genere a forza di monetine e senza poterlo usare subito (dato che va caricato e ci vanno inserite le canzoni dentro) non mi sembra il massimo della praticità. Di fronte a queste iniziative sorge sempre il dubbio: sarà vero oppure è solo una trovata per far parlare del prodotto? Voi che ne pensate?


Altre giapponeserie viste:

9 febbraio 2014

Giapponeserie: reggiseno dell'amore

Per coloro che sono appassionati di tecnologia, dal Giappone arriva l'ultimo ritrovato in fatto di erotismo: il reggiseno definito "dell'amore"!
Ideato dalla casa di intimo Ravijour, il reggiseno, grazie a dei sensori, è in grado di captare il ritmo cardiaco di chi lo indossa e, collegato con una app sull'onnipresente smartphone, riesce a stabilire il livello di eccitazione sessuale, e quindi fa lampeggiare il gancetto del reggiseno per poi far si che si apra da se al momento "giusto"...
La domanda che uno si pone è: ma come si farà a sganciarlo la sera o quando una si deve cambiare d'abito? O forse bisogna che chi lo indossa tutte le volte si ecciti (da sola?)?
Ecco un video esplicativo:




Comunque, anche se la cosa sembra solo una trovata pubblicitaria della marca di intimo giapponese, alcuni esemplari sono stati prodotti e testati da affezionati clienti...
Che dire: l'amore può essere davvero capito da un reggiseno? Od anche solo la voglia di stare fisicamente con qualcuno? Secondo me una cosa simile limita ancora di più il gusto di star insieme con la persona amata in certi momenti. Voi che ne pensate?


Altre giapponeserie viste:

26 gennaio 2014

Com-x: RatMan 100

Come passa il tempo: sembra ieri che leggevo su una fanzine autopubblicata (la storica Made in USA) le buffe parodie di supereroi con la faccia a muso di scimmia, che già il più riuscito di loro ha pubblicato il centesimo numero della sua rivista, e pure a cadenza bimestrale...
Ebbene si, RatMan ha raggiunto lo storico traguardo del numero 100, una tappa importante nel cammino di una rivista, specialmente tenendo conto che è bimestrale (vale il doppio come anniversario?). Partita come rivista a se stante alla fine degli anni '90, riproponendo all'inizio storie già pubblicate autonomamente per passare quasi subito a produzioni nuove, il fumetto si pone come un caso quasi unico nel panorama editoriale, riuscendo ad andare avanti con cadenza regolare nel tempo con un successo crescente e con una qualità sempre abbastanza elevata tutto per mano di un solo autore, Leonardo (Leo) Ortolani.
Di questa rivista ne ho già parlato altre volte, e devo dire che è una di quelle che ho sempre letto con piacere. Però, come è arrivato questo eroe al numero 100, e come andrà avanti? Bisogna premettere innanzi tutto una cosa: il suo autore dichiarò, all'inizio delle pubblicazioni, che la serie si sarebbe conclusa proprio col centesimo numero, che per questo assume un significato ancora più grande. Certo la rivista non è arrivata molto bene a questo traguardo: bisogna dire che l'autore ha sicuramente perso molto smalto rispetto agli esordi, forse per un carico di lavoro (tra rivista, numeri speciali, extra ed altri impegni) troppo elevato, anche se le idee che mette in campo normalmente sono sempre tante e di qualità (quello che inserisce Ortolani in un numero molti fumetti non riescono a tirarlo fuori n un anno intero di pubblicazioni). Sembra soprattutto che il fumetto abbia perso lo smalto fulminante degli inizi, l'autore si lancia spesso in saghe lunghe diversi numeri che non sono molto adatte a questo tipo di fumetto (e che forse non riescono nemmeno bene ad Ortolani come costruzione), mentre si sono rarefatte le parodie spesso brevi degli inizi, che sono sempre state la cosa migliore della rivista. Ho la netta impressione che nel tentativo di costruire una continuity congruente del personaggio si sia solo fatta confusione, facendo andare via quella sensazione di divertente follia che pervadeva il fumetto, permettendo così di spaziare tra generi ed ambientazioni le più diverse allo scopo di divertire e di prendere in giro tutti i vari miti e mode senza freno. Anche il ciclo di storie che ha portato a questo numero si colloca nel contesto di dare una spiegazione generale al mondo descritto nel fumetto, con risultati mediocri per la serie (che non vuol dire che siano mediocri in assoluto, anzi, ma quando ti abitui al meglio...).
Nota particolare alla storia del numero 100 in se stessa, che si svolge in un ambiente di metafumetto, con l'autore stesso protagonista con (o meglio sopra) i suoi personaggi, e che cerca di dare una spiegazione al perché la serie prosegue (menzione migliore al viaggio nel tempo alla prima convention da autore). Un numero da non perdere per gli appassionati, con un Ortolani quasi nella forma migliore, anche se forse per chi non ha mai letto il fumetto molti dei riferimenti non saranno capibili.

Comunque, l'augurio è di rigore: Altri 100 di Questi Numeri!

Altri post sui Com-ics...
 

21 gennaio 2014

Quasi nemici

L’altra sera ho visto per la prima volta il DVD del film “Quasi amici” (trovate qui la scheda del film sull’IMDB, qui invece una recensione critica). So che il film ha avuto successo qualche anno fa, e dovrei fare un mea culpa per non averlo guardato prima, ma il tempo per questi divertimenti è poco (e di solito dedicato a film più mirati verso i bimbi), anche se devo dire che mi è piaciuto molto. In coda alla visione mi è però venuta da fare una riflessione, stimolata forse da un brutto articolo di Wired che avevo letto un paio di giorni prima.
Il film, per chi non lo conosce, narra la storia di un tetraplegico bianco e ricco bloccato su di una sedia a rotelle e di un “badante” di colore proveniente da un ambiente degradato che insieme riescono a (ri)trovare una maniera di vita meno isolata dal guscio in cui si trovano, il tutto con un tono di commedia. Il film è simpatico, tratta argomenti seri e gravi con lievità ma senza leggerezza (e su questo versante mi ha ricordato “La vita è bella” di Benigni). Mi sono ritrovato a pensare che un film su di un argomento del genere qui in Italia avrebbe sicuramente preso un’altra direzione: invece di far percorrere ai protagonisti una strada di rinnovamento e di riapertura alla vita, si sarebbe scelto di mettere sul piatto la scelta opposta di come far terminare una vita che apparentemente non offre più niente al protagonista tetraplegico.
Se ci pensiamo bene il dibatto che ogni tanto si riaccende su questi argomenti tira fuori sempre il discorso dell’eutanasia, cioè della possibilità di far terminare la vita a chi è in condizioni gravi per malattia o handicap, invece di proporre cosa si può fare per aiutare queste persone a proseguire il proprio cammino senza dolore e con uno scopo od una prospettiva. Si preferisce dare alle persone una scelta di morte e di annullamento, piuttosto che la possibilità di ritrovare un senso ed una dignità della propria esistenza, anche se ha di fronte la prospettiva di una breve durata oppure non sembra avere alcun significato. Si scegliere di essere “quasi nemici” invece che “quasi amici” di chi è in difficoltà (specialmente se grosse), pensando così di aiutarli oppure per tacitarsi la coscienza ritenendo di avergli fatto un favore. Dovremo invece imparare da chi ha provato ad aiutare persone come queste, facendogli ritrovare un calore umano, invece de freddo abbraccio della morte in solitudine. Mi viene in mente madre Teresa di Calcutta (che potrebbe esserci di esempio in moltissimi casi), che aiutava gli ultimi ed i diseredati nelle citta dell’India, curandoli ed assistendoli anche quando erano in punto di morte. Uno di questi, prima della fine, gli chiese: “Io ho vissuto come un animale, perché adesso mi vuoi far morire da uomo?”

1 gennaio 2014

Quattro anni di blog

Inizia questo nuovo anno e con il capodanno celebro anche il quarto anniversario di questo blog.
Anche quest'anno gli impegni che ho non mi hanno consentito di fare tutti i post che volevo, anche mettendoci da parte mia il massimo sforzo, per commentare le notizie che trovo e per esprimere le mie opinioni. Ciò nonostante  le visite a queste pagine continuano ad esserci, molte da parte di lettori che si sono affezionati a quello che scrivo. Voglio quindi cogliere ancora una volta l'occasione per ringraziare tutti quelli che mi hanno letto, sia quelli che lo hanno fatto casualmente che quelli che mi seguono con regolarità
Come curiosità voglio segnalare quali sono gli articoli e le rubriche più lette:
  1. al primo posto ci sono le "Giapponeserie", quegli articoli scherzosi che scrivo sulle curiosità strambe dal Giappone. In particolare il post più letto in assoluto del blog è quello relativo al "raddrizza-naso";
  2. subito dopo troviamo i piccoli reportage che faccio quando vado alle fiere del fumetto, in particolare a Lucca Comics and Games. Sembra che le mie descrizioni, e soprattutto le foto che faccio, piacciano;
  3. poi troviamo come numero di visualizzazioni gli articoli più di riflessione su temi personali, sociali e religiosi. I più letti in assoluto sono quelli su "L'ascolto nella coppia" e "Religione e superstizione";
  4. a seguire si collocano gli articoli su quanti volantini pubblicitari ci ritroviamo nella cassetta della posta. Devo dire che avevo cominciato a misurarli quasi per scherzo, e non pensavo proprio che ci fosse molta gente interessata;
Pensavo invece che avessero più successo le mini-rubriche che tengo sulle strisce internet, sui podcast e sui fumetti. Forse le devo curare un po' di più, che ne dite?

Per finire, non resta che augurare a tutti:

BUON ANNO!

Che il 2014 sia per tutti voi il miglior anno che ci possa essere!